A Largo Argentina da giorni un gatto fa la guardia a una panchina

A Largo Argentina da giorni un gatto fa la guardia a una panchina




Piazza di Largo Argentina a Roma, è un luogo antico e magico, sede della più popolosa colonia felina di tutta l’Urbe.


I gatti sono gli antichi e incontrastati signori della città, lo sono da molte migliaia di anni, baluardo contro i topi, le grosse “pantegane” che dimorano nel sottosuolo fognario, ma oggi sono piuttosto diventati una delle attrazioni turistiche più singolari della Città eterna.


Questa numerosa comunità di gatti al momento rappresenta una vera e propria risorsa tanto da aiutare i turisti a conoscere uno dei più significativi luoghi per i suoi reperti e vestigia antiche che vanno dall’età imperiale a quella del Rinascimento. Quasi ogni colonna dl complesso monumentale è occupata da gatti estremamente a proprio agio nel prendere il sole o schiacciare un pisolino, perfettamente mimetizzati tra i ruderi.


Essendo il sito archeologico sotto il livello stradale, i piccoli felini hanno da sempre trovato protezione tra gli antichi marmi, oggi seguiti e curati da volontari e da veterinari che provvedono alle loro cure, anche a quelle mediche e non soltanto al cibo e all’acqua.


Da metà anni Novanta, grazie anche alla collaborazione con alcune organizzazioni straniere, i volontari di Torre Argentina hanno potuto raccogliere i fondi necessari per offrire un porto ancora più sicuro ai gatti che collaborano attirando i visitatori con le loro vite apparentemente intangibili dagli esseri umani.


Da qualche giorno, uno dei mici di Largo Argentina, all’ombra della quattrocentesca torre del Burcardo, davanti al foro dove venne ucciso Giulio Cesare, resta come “a guardia” di una panchina che non c’è più. Il piccolo felino sta lì, davanti alla recinzione che circonda i resti di marmo di quella che un tempo fu una panchina ed è la nuova “star” per i turisti che lo fotografano in continuazione facendosi addirittura anche dei selfie con lui. È diventato il sorvegliante silenzioso di uno degli innumerabili cantieri mancati della città, una piccola statua vivente fatta di fusa e di bellezza che guarda là, ciò che gli umani spesso non vedono.



DPF

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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