A processo per aver calunniato Hamer, assolto Vittorio Emanuele
  • AF

A processo per aver calunniato Hamer, assolto Vittorio Emanuele

Assolto perché il fatto non sussiste. È con questa formula che la Corte d'Appello di Roma ha prosciolto dall'accusa di calunnia Vittorio Emanuele di Savoia, condannato a 2 anni dal gup per aver falsamente accusato Birgit Margot Hamer, pur sapendola innocente, del reato di diffamazione per quanto scritto nel libro Delitto senza castigo, un memoriale del 2011 in cui la Hamer raccontava l'omicidio del fratello Dick, attribuendo le responsabilità della tragedia, avvenuta nel 1978, all'erede di casa Savoia.



L'assoluzione era stata chiesta anche dal pg e mette fine a una storia molto controversa, che va avanti ormai da anni, tra la sorella di Dick e il figlio dell'ultimo re d'Italia.

Era la notte del 17 agosto 1978, all'Isola di Cavallo,in Corsica, quando Dick Hamer, un turista tedesco di 19 anni, venne colpito da un proiettile all'arteria femorale. Morì dopo quattro mesi di agonia, diciannove operazioni e l’amputazione della gamba destra. Per il suo decesso fu indagato con l’accusa di omicidio Vittorio Emanuele di Savoia, poi prosciolto al termine di un processo a Parigi durato appena tre giorni.



Da allora la sorella Birgit porta avanti una battaglia, convinta che sia stato proprio il principe il responsabile della fine di Dirk. La conferma che i sospetti della donna fossero fondati arrivò, secondo lei, dopo 33 anni, nel 2006, quando Vittorio Emanuele di Savoia finì in carcere nell’ambito dell’inchiesta Vallettopoli e confessò. C'è un video che mostra Vittorio Emanuele seduto con alcuni compagni di prigione ai quali l’erede al trono racconta: “ Il processo, anche se io avevo torto... allora ho cambiato sei persone dei giurati, perché io ho il diritto se non mi piace di cambiare... avevo una batteria di avvocati. Devo dire che li ho fregati! Poi avevo venti testimoni e si sono affacciate tante di quelle personalità pubbliche... Il Procuratore aveva chiesto 5 anni e 6 mesi, ero sicuro di vincere, più che sicuro... Il primo punto: “Dal signor Savoia nessun atto volontario”. Secondo punto: “Il signor Savoia non è affatto responsabile della morte del tedesco”. Terzo punto: “Sì, era una carabina anteguerra, gli diamo sei mesi con la condizionale”. Sei mesi, c’era un’amnistia, non l’hanno neanche scritto. Sono uscito”. A quel punto Vittorio Emanuele ride, dopo essersi vantato di aver fregato i giudici francesi, e ricostruisce la traiettoria delle fucilate sparate quella tragica notte: “Ma lì eccezionale... Io ho sparato un colpo così e un colpo in giù, ma il colpo è andato qui e ha preso la gamba sua (di Dirk, ndr) che era steso... passando attraverso la carlinga”.


Poco dopo questa intercettazione ambientale finì sui giornali. Il principe precisò che le sue affermazioni erano state falsificate e manipolate. Disse l’erede di casa Savoia: “Due tribunali francesi si sono pronunciati prosciogliendomi da ogni responsabilità. Lo hanno fatto perché ci sono prove chiare. La pallottola che ha colpito il ragazzo non poteva essere del mio fucile. Qualcuno ha sparato con una pistola a quel povero ragazzo, ecco la verità”.


Così Birgit, per ricordare suo fratello e raccontare la verità sulla morte del giovane, nel 2011 aveva fatto uscire il libro dal titolo significativo Delitto senza castigo, edito dalla casa editrice Aliberti. Il volume, però, venne bloccato dalla Magistratura a seguito della denuncia per diffamazione che Vittorio Emanuele di Savoia presentò nei confronti dell’autrice. La donna, allora, denunciò a sua volta l'erede di Casa Savoia, che inizialmente venne giudicato colpevole calunnia dal gup di Roma. Oggi, invece, l'appello ha deciso: Vittorio Emanuele è innocente perché il fatto non sussiste. La calunnia, insomma, non c'è mai stata.

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

Direttore Responsabile:      Monica Macchioni

Editore: Ultra! S.r.l.-Via E. Gianturco 5-Roma

                         P.I.: 13394291002