A rischio il bonus bebè, il ministro Fontana corre ai ripari

A rischio il bonus bebè, il ministro Fontana corre ai ripari



Il bonus bebè potrebbe interrompersi quest’anno. La norma che prevede un contributo di 960 euro (80 euro al mese) per il primo anno di vita, non è stata rifinanziata nella legge di Bilancio e quindi dovrebbe terminare nel 2018. A meno che il governo non intervenga con un emendamento come ha assicurato il ministro della Famiglia. Lorenzo Fontana ha spiegato che la misura sta richiedendo «Una più attenta verifica sulla sua operatività ed efficacia, perché vanno valutate talune inefficienze che erano emerse nella precedente versione».


Il bonus bebè, è stato introdotto dal governo Renzi su sollecitazione dell’allora ministro della Salute Beatrice Lorenzin e valeva per i nati nel triennio 2015-2017. Lo scorso anno, dopo settimane di battaglia parlamentare per trovare le risorse, era stato prorogato ai nati del 2018. L'assegno era rimasto sempre a 960 euro l'anno (80 euro al mese) ma dai tre anni iniziali, il sussidio era stato ridotto al primo anno di vita del bambino. Il bonus bebè valeva anche per i figli adottati, in quel caso considerando il periodo di ingresso nella nuova famiglia, per italiani e stranieri con permesso di soggiorno. I due requisiti fondamentali erano la residenza in Italia e l'indicatore Isee che non doveva superare i 25mila euro. Nel caso di famiglie con reddito sotto i 7 mila euro, il bonus veniva raddoppiato.


Ora bisognerà vedere come l’emendamento governativo intende modulare il bonus, quali requisiti inserire e l’entità. La proposta di legge sulle semplificazioni fiscali, presentata dai 5Stelle e in discussione in commissione Finanze della Camera, contiene già una proroga per i prossimi tre anni, fino a tutti i nati nel 2021, rimodulando l'assegno in più fasce, sempre legato all'Isee (1.560 euro l'anno con Isee tra 7 e 13mila euro e 1.200 euro annui tra 13mila e 19mila euro). La spesa prevista per il bonus è di 377 milioni l'anno. A rischio anche i 5 giorni di congedo obbligatorio (e pagato al 100%) per i papà alla nascita dei figli. Anche questa misura scade quest’anno e la proroga non compare nella manovra economica.

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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