Speranza finisce nel mirino dei no-vax per l'accordo sul vaccino anti-Covid

Speranza finisce nel mirino dei no-vax per l'accordo sul vaccino anti-Covid


L'annuncio dell'accordo per il vaccino anti-Covid sottoscritto dall'Italia ha scatenato l'ira dei no-vax, che si sono scatenati sui social, a partire dal post del ministro della Salute Roberto Speranza, sono intervenuti con toni anche forti e personali. Migliaia i commenti sull'opportunita' dell'acquisto: presunta mancanza di sicurezza dei vaccini, inutilita' del loro utilizzo perche' la crisi sarebbe finita, interessi delle multinazionali del farmaco. Temi cari al movimento che si oppone alle immunizzazioni e che ora attacca personalmente Speranza e la sua famiglia. L'ordine dei medici si e' subito schierato a fianco del ministro. La Fnomceo ha espresso la vicinanza della categoria per i messaggi ricevuti da coloro che, nonostante le evidenze scientifiche, continuano a ritenere inutili i vaccini. "Tutta la classe medica e' mobilitata nella difesa della scienza e dei suoi principi che oggi rappresentano la migliore garanzia di salute e liberta'" ha affermato il presidente dell'ordine nazionale dei medici Fnomceo Filippo Anelli. "Abbiamo affrontato a mani nude il Covid-19. 168 sono ad oggi i medici italiani caduti nella lotta contro il virus. La Professione ha pagato un tributo altissimo in vite umane perse per curare gli italiani da questa malattia, cosi' come altissimo e' stato il costo, in termini di morti e di contagiati, per il nostro Paese. Oggi, se avessimo un vaccino, non dovremmo piu' preoccuparci delle restrizioni finanziarie e sociali: si darebbe speranza a chi e' in difficolta', ai tanti cittadini, imprenditori e professionisti che stanno vivendo sulla loro pelle questa grave crisi economica. Sconfiggere il virus significa ridare al Paese una prospettiva di benessere e di serenita'". Nel frattempo il presidente del Veneto Luca Zaia spiega che ci vuole prudenza "sugli scenari ma se i vaccini verranno autorizzati dall'Aifa noi siamo pronti a ordinarli e a comprarli. La vaccinazione non e' obbligatoria ed e' fortemente raccomandata, ma noi dobbiamo mettere in condizione i veneti a vaccinarsi". In attesa dei risultati dell'ultima fase della sperimentazione del vaccino Oxford e di quelli delle altre aziende impegnate nella ricerca (15 progetti circa in tutto a livello gia' avanzato), si comincia anche i disegnare quale dovra' essere la strategia vaccinale. I primi a ricevere il vaccino saranno i lavoratori della sanita'. E poi le persone a rischio, per eta' o perche' colpite da certe patologie, e le forze dell'ordine. Dopo, tocchera' a tutti gli altri. Le prime dosi, se gli studi clinici arriveranno in fondo, saranno somministrate tra novembre e dicembre, ha spiegato in una intervista a Repubblica Walter Ricciardi.

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