Afghanistan: strage in un ospedale a Kabul e attacco kamikaze a est, almeno 38 i morti

Una nuova giornata di sangue in Afghanistan: almeno 14 persone sono rimaste uccise nell'attacco sferrato questa mattina contro un ospedale nella zona occidentale di Kabul, nel quartiere di Dashti Barchi, in cui abitano gli Hazara sciiti, gia' presi di mira in passato dall'Isis. Tra le vittime anche madri, infermiere e due neonati. Un'ora dopo un kamikaze si e' fatto saltare in aria al funerale di un comandante di polizia nella provincia orientale di Nangarhar, in mezzo a migliaia di persone; il bilancio è di almeno 24 morti e una settantina di feriti. Nella capitale, dopo un assedio durato ore, le forze di sicurezza afghane sono riuscite a riprendere il controllo del Barchi National Hospital, che di prima mattina era stato preso d'assalto da tre uomini. La struttura comprende un'ala maternita' sostenuta da Medecins Sans Frontieres (Msf) dove lavorano diversi stranieri, molti dei quali vivono in una pensione alle spalle dell'ospedale. "Tra i morti sono inclusi madri e infermiere", ha sottolineato Tareq Arian, portavoce del ministero dell'Interno, precisando che i feriti sono una quindicina e oltre 100 persone, compresi 3 stranieri, sono stati evacuati. Immagini scattate sul posto mostrano membri delle forze di sicurezza che corrono portando piccoli bebe' in braccio, almeno uno dei quali avvolto in una coperta insanguinata.

Il vice ministro della Salute, Waheed Majroh, ha lanciato un appello "a tutte le parti a fermare gli attacchi contro ospedali e personale sanitario". Solo ieri, nel distretto settentrionale di Kabul, sono esplosi quattro ordigni sul ciglio della strada, ferendo quattro civili tra cui un bambino; secondo il sito Site, le bombe sono state rivendicate dall'Isis. Finora nessuno si e' preso la responsabilita' per l'assalto all'ospedale, ne' l'autoproclamato Stato islamico ne' i talebani. Nel marzo 2017, miliziani Isis si erano travestiti da operatori sanitari e avevano assaltato uno dei principali ospedali militari della capitale, uccidendo una cinquantina di persone; a marzo di quest'anno il gruppo ha rivendicato l'assalto a un tempio sikh nella capitale afghana costato la vita ad almeno 25 fedeli. A fine febbraio, i talebani hanno firmato un accordo con gli Stati Uniti aprendo la strada al ritiro delle truppe internazionali e a negoziati interafghani con il governo di Kabul. Nell'intesa i miliziani si sono impegnati a non attaccare truppe straniere della coalizione a guida Usa e da allora non si sono registrati attacchi nelle citta' afghane; le violenze pero' si sono spostate nelle province con un aumento delle violenze contro le forze afghane. I colloqui hanno preso il via ma in ritardo, a fatica e tra accuse reciproche. Alla luce dell'attacco contro l'ospedale, Hamdullah Mohib, consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Ashraf Ghani, ha sostenuto che questi due mesi hanno dimostrato che i talebani non sono interessati a fare la pace. "L'obiettivo e' porre fine a questa violenza insensata. Questa non e' ne' pace ne' l'inizio di questo processo", ha aggiunto, citato da Tolo News.

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