Allarme per l'ala ovest del ponte Morandi, la Procura: «Stato peggiore di quella crollata»

Allarme per l'ala ovest del ponte Morandi, la Procura: «Stato peggiore di quella crollata»



Sono ad oggi venticinque le famiglie coinvolte dall'emergenza causata dal crollo del ponte Morandi a Genova che hanno ottenuto lo sblocco per i contributi da parte di Autostrade per l'Italia, risarcimento richiesto nelle sole giornate di ieri e l'altro ieri da ben 59 nuclei familiari. Le altre 34 richieste sono al momento al vaglio per determinare se vi siano i criteri per dare il via ai pagamenti tra stasera e domani. Soltanto nella giornata odierna sarebbero pervenute nei Punti di Contatto almeno un'altra quarantina di richieste.


Comincia dunque a muoversi, con sospetta celerità, la macchina di assistenza e risarcimento messa in piedi da Autostrade per l'Italia per le persone coinvolte dalla tragedia dello scorso 14 agosto, mentre sono ancora in corso i sopralluoghi da parte di consulenti tecnici ingaggiati dalla Procura del capoluogo ligure per determinare quali siano stati i fattori determinanti per il crollo e se vi fossero già segnali d'allarme in merito allo stato dei piloni di sostegno della struttura che possano essere stati, deliberatamente o meno, ignorati dall'autorità competente a capo della società privata gestita dalla Benetton.


Intanto, nel corso di una conferenza stampa, il Procuratore di Genova Francesco Cozzi, a capo del pool di indagine sul crollo della struttura costruita dall'ingegnere romano nel 1967, ha rilasciato importanti dichiarazioni in merito allo stato dell'altro troncone, quello del lato ovest, quello non oggetto di misurazione da parte degli organi tecnici immediatamente dopo il crollo della struttura. «E' stato accertato uno stato severo di degrado anche del moncone del lato ovest di ponte Morandi. Il grado di gravità del lato est è un risultato di una misurazione che era stata fatta dagli organi tecnici. Il grado considerato grave dall'altra parte è il risultato di una constatazione di oggi dei consulenti incaricati dalla Procura. I consulenti informeranno ad horas i pm perché siano avvisati organi competenti per la messa in sicurezza o l'abbattimento».


Il pilone 10, quello oggetto della valutazione dei consulenti incaricati dalla Procura di Genova, è risultato in uno stato di degrado di scala 4 su 5, persino peggio di quello 10, il pilone venuto giù nel crollo. A rendere ancor più aggravante il dato, sicuramente prova robusta nell'indagine in corso, è l'accertamento che lo stato di degrado risale inconfutabilmente a prima del crollo e, stando sempre alle parole del Procuratore Cozzi, la Procura indagherà per avere la certezza o meno se questo fattore «sia stato sottovalutato».



di Alessandro Leproux

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