Alta tensione in Aula sul Mes: «Il Premier Conte replica alle accuse di tradimento dell'Opposizione»

Aggiornato il: 6 dic 2019



di Cristiano Arni


E così la querelle sul Mes (meccanismo europeo di stabilità) prosegue senza posa; è un Conte fiume, quello che in Aula risponde duramente i suoi “accusatori”, l'ala dell'opposizione, in pole position il Senatore Matteo Salvini e l'On. Giorgia Meloni di Fdi, puntano il dito contro il premier Giuseppe Conte. Del resto le destre sono da sempre sovraniste, e poco gli garba la BCE o il diktat che verrebbe imposto dall'Unione Europea.

Le accuse sono più pesanti dei tassi di interesse: accuse di alto tradimento, alle quali il premier risponde punto per punto: “Chi è all'opposizione - attacca Il primo ministro- sta dando prova di scarsa cultura delle regole e mancanza di rispetto per le istituzioni" e prosegue: "E' stato anche detto che il Mes sarebbe stato già firmato, e per giunta di notte. Anche chi è all'opposizione ha compiti di responsabilità.”

Riguardo le accuse mosse afferma nelle comunicazioni in Aula:” Una falsa accusa di alto tradimento della Costituzione è questione differente dall'accusa di avere commesso errori politici o di avere fatto cattive riforme: è un'accusa che non si limita solo a inquinare il dibattito pubblico e a disorientare i cittadini, è indice della forma più grave di spregiudicatezza perché, pur di lucrare un qualche effimero vantaggio, finisce per minare alle basi la credibilità delle istituzioni democratiche e la fiducia che i cittadini ripongono in esse.”

Non ha dubbi il leader della Lega, Matteo Salvini, secondo il quale qualcuno avrebbe mentito: “Sul Mes o ha mentito Gualtieri, o ha mentito Conte o non ha capito Di Maio” e non esita individuando nel Premier Conte il mentitore; “Gualtieri all'epoca non c'era”, afferma il senatore Salvini, parlando con i giornalisti prima del dibattito nell'Aula di Palazzo Madama.

Durante l'informativa del presidente del Consiglio sul Mes il clima è bollente. Tra gli applausi della maggioranza e le proteste dell'opposizione, sono pronti diversi commessi ad intervenire in caso di disordini. Sull'onda di questo clima eccitato si vedono anche un foglietto di carta con scritto: "Il Conte Pinocchio", che ha fatto il giro dei senatori della Lega in una staffetta, proprio mentre il presidente del Consiglio teneva la propria informativa.

Nonostante il premier non si sia accorto del “siparietto”, si è levato un brusio interrotto dalla Presidente, Elisabetta Alberti Casellati, che ha chiesto immediata rimozione del cartello sospendendo la seduta.

E proprio Gualtieri dichiara, a proposito del Mes:”"In merito al pericolo di un automatismo nella ristrutturazione del debito che verrebbe introdotto dal trattato riformato, è opportuno ribadire che il nuovo trattato non modifica affatto la disciplina relativa al coinvolgimento del settore privato nella eventuale ristrutturazione del debito pubblico del paese che beneficia dell'assistenza finanziaria del Mes."

Matteo Salvini lancia un monito: “I risultati delle menzogne sul Mes ricadranno sulla testa dei risparmiatori italiani”, suscitando la reazione del presidente del Consiglio, che fino a quell'istante era rimasto impassibile agli affondi del leader della Lega, facendo cadere dei faldoni sul banco del Governo durante l'intervento di Salvini il quale conclude: “Si vergogni”.


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