Altro che paracadute, lo scontro in Fi è Toti contro Tajani


Giovanni Toti

Giovanni Toti smentisce: «Resto in Forza Italia». Ma ormai la sua offensiva continua nei confronti del gruppo dirigente di Forza Italia, bersagliato con varie accuse da quella alla Nanni Moretti («Con questi dirigenti non vinceremo mai più») a quelle di "codardia" e "snobismo", simil Pd, sta suscitando nello stato maggiore azzurro vari sospetti fondati su "questi suoi comportamenti", come fanno notare alcuni forzisti. Il clima è tale che qualcuno teme anche che il governatore ligure, ritenuto da sempre il capo dei filoleghisti azzurri, alla fine se non raggiungerà il suoi obiettivi nel partito, mollerà gli ormeggi e farà una seconda gamba con Fratelli d'Italia e con i "Conservatori e riformisti" di Raffaele Fitto che potrebbe correre da sola alle elezioni europee dove c'è il proporzionale. Magari con l'ambizione di arrivare prima di Fi. Ma questa sarebbe l'ipotesi estrema. I bene informati nel partito azzurro spiegano che lo scontro vero è di Toti contro il vicepresidente e numero due del Cav, Antonio Tajani, presidente del parlamento europeo. Lui sarebbe il vero bersaglio di Toti. E del resto quando il governatore attacca su una linea che a suo dire è tutta pro Europa non si può non scorgere l'identikit di Tajani. Ma lo stesso Tajani ha sempre detto pur difendendola a spada tratta che questa Ue è da riformare. Tajani però è nettamente contrario alla linea sovranista come Berlusconi. Ma per alcuni a parte i contenuti veri e propri «Il punto vero è che Toti non ha mai digerito la nomina del presidente del parlamento europeo a numero due di Berlusconi».Ruolo che secondo interpretazioni maliziose che circolano nel mondo azzurro "avrebbe voluto ricoprire lui". I contenuti certo ci sono, ma su questi sarebbe in atto un vero e proprio scontro di potere interno. Ma in questa partita è evidente che Tajani, uno dei primi fondatori di Fi insieme con Berlusconi, e da sempre molto vicino a Gianni Letta, storico braccio destro del Cav, vanta una netta superiorità. Però Toti, l'ormai ex consigliere politico del Cav ora si muove in uno scenario diverso dopo il sorpasso da parte della Lega e sconfitte brucianti di Fi come in Trentino. Il governatore deve però fare i conti con lo stato maggiore azzurro praticamente tutto contro di lui. E quindi a difesa di Tajani. E di una linea dura di opposizione al governo giallo-verde, pur riconoscendo il valore del centrodestra e quindi dell'alleanza con la Lega, come ha detto lo stesso Berlusconi. Che però in una lettera ai dirigenti azzurri sottolinea anche la diversità rispetto alla Lega di Fi, che guarda all'"Altra Italia" moderata e anche rimasta a casa. Il leader azzurro quindi dopo i dubbi circolati in seguito al risultato del Trentino annuncia che lui alle Europee sarà in campo. Bisognerà però vedere se alla fine si candidera davvero, correndo il rischio di un ulteriore e più bruciante sorpasso leghista mettendoci la faccia. E stavolta su larga scala dopo la sconfitta però locale di domenica 21 ottobre. Al momento quello di Berlusconi (che ieri ha difeso a spada tratta la sua stretta collaboratrice, la senatrice Licia Ronzulli finita nel mirino di un retroscena del Fatto quotidiano, ribadendo la piena fiducia in lei e tutti i suoi collaboratori) sembra piuttosto una mossa politica per stoppare Toti. Il Cav annuncia anche i congressi del 2019 per il rinnovamento di Forza Italia. Messaggio chiaro quello che intende inviare in generale: Fi non è finita. E a conferma della linea di Arcore la dura intervista al Secolo XIX contro Toti del portavoce unico dei gruppi parlamentari Giorgio Mulè ex direttore di Panorama, lo storico news magazine di Mondadori, e da sempre molto legato al Cav e alla famiglia Berlusconi. Ex direttore contro a altro ex direttore della casa azzurra. Con Toti, ex capo dei Tg Mediaset che ha replicato a muso duro dando del "paracadutato" a Mulè per la sua elezione in Liguria e Mulè tagliente replica:«Guarda Toti che paracadutato sei anche tu. Quindi deponiamo i paracadute al museo». Lo scontro interno continua. Ma quello vero sarebbe Toti contro Tajani. Con lo stato maggiore a cominciare dal Cav però a spada tratta a difesa del presidente del parlamento europeo. E a sostegno della linea: nessun assoggettamento di Fi alla Lega.


di Paola Sacchi

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