Anche Fca abbandona l’Italia: colpa delle nuove tasse del governo gialloverde

Anche Fca abbandona l’Italia: colpa delle nuove tasse del governo gialloverde




Un primo risultato l’ecotassa l’ha già portato. In attesa del via fissato per il primo marzo, mentre gli automobilisti fanno i conti di quanto verrà a costare in più un’auto di grossa cilindrata, Fca i suoi conti li ha già fatti. Ha rinunciato ad investimenti per un miliardo in Italia e ha intensificato il business negli Stati Uniti dove ha dirottato 4,5miliardi. Come ha sottolineato Giorgia Meloni fa una politica di taglio alle tasse e di investimenti, la ricetta di Di Maio è ecotassa e aumento del costo del lavoro.

Per la prima volta da 28 anni a questa parte, zona di Detroit verrà realizzato un nuovo impianto di produzione automobilistica. È una decisione rivoluzionaria per Fca che oltre a ciò ammodernerà e potenzierà anche altre sue cinque sedi nello stato del Michigan. L’operazione più rilevante è il recupero di un sito produttivo nell’area di Detroit, chiamato Mack Avenue Engine, che da sei anni è inutilizzato. Si tratta di un’ampia area di 45 ettari dove verrà compiuto un intervento di profondo rinnovamento che porterà a realizzare nuove linee produttive che sforneranno la futura Jeep Grand Cherokee e il nuovo modello di Jeep suv grande.


Altro intervento in programma sarà quello previsto nell’impianto di Jefferson North, in cui saranno investiti 900 milioni per ristrutturare le già esistenti linee di assemblaggio della Dodge Durango. Altre operazioni di ristrutturazione e potenziamento sono state messe in cantiere per gli stabilimenti di Warren Truck (per la produzione delle nuove Jeep Wagoneer e la prosecuzione della fabbricazione della Ram 1500 Classic). Infine, un investimento per 400 milioni è stato deciso per gli interventi negli impianti di Sterling Stamping e Warren Stamping.

Il gruppo automobilistico accentua così la sua vocazione internazionale, allentando ancora di più i vincoli che lo legano ancora all’Italia. Il nostro Paese sta diventando una presenza marginale per l’azienda che sta intensificando la strategia estera avviata dall’ex amministratore delegato Sergio Marchionne.

Il rapporto con Washington continua ad essere buono nonostante l’annuncio di dazi sull’automotive.


È stato lo stesso presidente, Donald Trump con un twitt ad annunciare con soddisfazione che Fca investirà 4,5 miliardi di dollari che porteranno alla creazione in Michigan di oltre 6.500 posti di lavoro, con un raddoppio della forza lavoro oraria. “Stanno tutti tornando negli USA” ha twittato con soddisfazione il titolare della Casa Bianca.

L’importante investimento di Fca oltre oceano, preoccupa il sindacato che teme un ridimensionamento degli stabilimenti anche se nei piani del gruppo ci sono iniziative per Pomigliano dove tra un paio di mesi cominceranno i lavori per allestire le linee di produzione della nuova suv compatta dell’Alfa Romeo.

Ma Fca, ormai più di Detroit che di Torino, si sta smarcando dall’Italia dove la politica non fa nulla per contrastare il calo del mercato dell’auto. Anzi introduce misure che rappresentano un disincentivo ai consumi. Se a questo si abbinano le previsioni di una imminente recessione, c'è n’è abbastanza per indurre l’azienda, ormai multinazionale, a cercare Paesi più promettenti.

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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