Anche l'Onu contro le politiche italiane sui migranti, ma Salvini sbotta: «Non accettiamo lezioni»



Anche l'Onu nel codazzo di chi vuole mettere un freno all'operato politico del governo gialloverde sul tema migratorio. È di oggi, infatti, la dichiarazione del neo Alto commissario Onu per i diritti umani, Michelle Bechelet, che ha annunciato l'invio in Italia e in Austria di «personale per valutare il riferito forte incremento di atti di violenza e di razzismo contro migranti, persone di discendenza africana e Rom». Preoccupazione per le derive nazionaliste, non la prima da quando è in opera il ministro degli Interni Matteo Salvini, l'ennesimo rimbrotto alle tendenze assunte dall'Italia sullo spinoso campo dell'accoglienza che non sono andate giù all'organo di tutela per eccellenza delle condizioni dei più deboli.


«Il Governo italiano - ha proseguito Bachelet - ha negato l'ingresso di navi di soccorso delle Ong. Questo tipo di atteggiamento politico e di altri sviluppi recenti hanno conseguenze devastanti per molte persone già vulnerabili. Anche se il numero dei migranti che attraversano il Mediterraneo è diminuito, il tasso di mortalità per coloro che compiono la traversata è risultato nei primi sei mesi dell'anno ancora più elevato rispetto al passato». Nessun accenno ai motivi che hanno portato all'ennesima catastrofe sociale che vede l'Europa silenziosa protagonista, che nel ruolo di spettatrice di se stessa, ha lasciato correre gli eventi in capo alle malcapitate nazioni che si affacciano sul bacino del Mediterraneo. Una storia trita e ritrita, che ormai non suscita nemmeno più sorprese o sdegno, ma sui cui il vicepremier e capo del Viminale continua a non voler transigere e anzi, con solita veemenza, insiste nel mantenere il pugno duro, anche e soprattutto con chi mette bocca nei suoi affari da fuori con una conoscenza parziale e lacunosa. E allora il solito mantra del «non accettiamo lezioni» torna di moda, questa volta contro l'Onu, definito un organismo «prevenuto e disinformato». Guerra aperta su tutti i fronti per Matteo Salvini, alle prese con le vicende giudiziarie della Lega e con quelle personali, scaturite da una fermezza e da una coerenza nel portare avanti le politiche sbandierate e promesse in campagna elettorale, che gli stanno costando non pochi grattacapi.


Tema di stretta attualità anche nell'agenda del premier Giuseppe Conte, che ha ospitato oggi a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. L'incontro è ruotato attorno a temi caldi dell'Ue e naturalmente si è parlato anche di immigrazione. Conte avrebbe chiesto conferme e rassicurazioni da parte dell'Europa per un «meccanismo stabile ed efficace con cui gestire, col supporto della Commissione europea, gli sbarchi, la redistribuzione, e i rimpatri». Solite care, vecchie argomentazioni su cui l'Italia continua a premere nel tentativo di muovere la stasi che per ora sembra continuare ad attanagliare un'Europa a corto di soluzioni efficaci.

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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