Anche la Chiesa molla la RaiUno della De Santis e chiede ai fedeli di non guardarla

Anche la Chiesa molla la RaiUno della De Santis e chiede ai fedeli di non guardarla


Anche il Vaticano molla Rai Uno, ammesso e non concesso abbia mai sostenuto l’attuale gestione della rete ammiraglia, guidata dal direttore Teresa De Santis, che ha fatto di tutto per scontentare tutti. L’ultimo caso è da manuale e investe anche Tiinny Andreatta, potente capo di Rai Fiction, la direzione che gestisce e ordina le serie televisive della tv pubblica. II vescovo di Locri, in particolare, si è scagliato contro il film su Duisburg, andato in onda in prima serata Su Rai Uno. “Dispiace che ancora si continui ad offrire al grande pubblico televisivo un'immagine stereotipa di questa martoriata terra della Locride, e di San Luca in particolare. Il film televisivo "Duisburg, linea di sangue" non rende un'idea veritiera e corretta della nostra realtà. Ma non abbiamo paura della verità, sentiamo che occorre continuare a lavorare per la crescita e lo sviluppo sociale e culturale”. Ad affermarlo il vescovo di Locri-Gerace, monsignor Francesco Oliva, che per protestare contro la messa in onda del film sulla strage di Duisburg invita tutti a non guardare RaiUno per una serata. “Come Chiesa faremo la nostra parte”, aggiunge, “ma non condividiamo né accettiamo che si propongano le solite immagini, mantenendo in piedi luoghi comuni e pregiudizi che non rendono l'idea di quanto si sta facendo per superare gli errori e sanare le ferite che la malavita organizzata e la stessa 'ndrangheta hanno prodotto e continuano a produrre. Tutto questo grazie anche al lavoro quotidiano delle forze dell'ordine (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza), alla magistratura, alle istituzioni civili e alle forze sane di una società che porta avanti progetti di formazione culturale e di impegno civile contro ogni forma di corruzione ed illegalità. È in corso un impegno condiviso di lotta alla 'ndrangheta e alla illegalità che va sostenuto ed incoraggiato anche attraverso i mezzi di comunicazione. Dispiace che sia la tv nazionale a proporre certe fiction, facendo torto a quanti sono impegnati nel favorire la legalità e nella lotta alla 'ndrangheta. La comunicazione deve tener conto di questo. Fare audience non può essere unico criterio nel produrre e proporre determinati spettacoli. A quanti condividono tutto questo”, conclude il vescovo di Locri, “consiglio in segno di protesta di astenersi per una serata dal seguire i programmi di RaiUno, l'emittente del film”. Per la Rete ammiraglia della Rai una bella scivolata… E quando il Vaticano alza la voce difficilmente non trova orecchie disposte ad ascoltare…


di Alberto Milani

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