Antonella Cortese (Criminologa): Latina, migliaia di file pedopornografici

Antonella Cortese (Criminologa): Latina, migliaia di file pedopornografici

Riflettere su problema diffusione online ma abusi offline

Choc a Latina, scovati a casa di un 70enne migliaia di file pedopornografici, l'uomo adesso è agli arresti domiciliari. I minori coinvolti hanno un'età compresa tra 1 e 15 anni. Un pensionato deteneva in casa migliaia di file, sei hard disk, un tablet, quattro pen drive e tre micro sd. Un arsenale di morte della coscienza e dell’anima fatto di video che non lasciano spazio ai dubbi e mostrano persone adulte intente a compiere atti sessuali con minori, anche piccolissimi. Di fronte a queste scoperte difficile agire in via riparativa: i danni sono irrimediabili. Bisogna risalire alle varie fonti e distruggere i materiali per impedirne ulteriore diffusione, scoprire e rintracciare gli orchi di questa rete spesso complessa e tenere bene a mente che la diffusione della pedopornografia avviene online ma gli abusi sono offline - scrive la criminologa Antonella Cortese (vicepresidente dell'Accademia italiana delle scienze di polizia investigativa e scientifica) - Su dieci casi di pedofilia accertata, otto si consumano all’interno delle mura domestiche. Si tratta, dunque, di una forma d’abuso praticata dai genitori, di solito dal padre. Abitualmente i casi di violenza che vengono più agevolmente scoperti riguardano minori che frequentano le scuole elementari, le scuole medie inferiori e superiori. A quest’età, infatti, i bambini ed i ragazzi hanno una padronanza linguistica che permette loro, almeno in alcuni casi, di confidarsi con gli insegnanti o con i coetanei. Com’è facile immaginare in ogni pedofilo si nasconde una personalità patologica. Sono rarissimi coloro disposti ad ammettere di avere problemi. E quelli che accettano di farsi curare non sono affatto collaborativi. Dobbiamo, comunque, tener conto che, spesso, è l’intero nucleo familiare a presentare un grave disagio. Sulla scena della violenza, infatti, oltre all’abusante ed all’abusato, è presente anche l’altro genitore che, pur sapendo, preferisce tacere. Il bambino diviene una vittima sacrificale. L’ascolto e l’educazione affettivo-emotiva di bambini e ragazzi, nel rispetto della loro maturità e dello sviluppo fisico emotivo e cognitivo, sono i capisaldi della prevenzione: ascoltare ogni loro dubbio, paura o desiderio di chiarimento, offrendo loro risposte adeguate, è la prerogativa fondamentale per comprenderne i bisogni. Educarli anche al senso del limite: ci sono zone del corpo “intime” che non devono essere toccate da nessuno: bisogna spiegare loro il significato del “pudore” per far comprendere questo limite. Così Antonella Cortese, criminologa e vicepresidente Aispis.

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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