Anziana uccisa durante la rapina in casa a Roma, cinque fermati nei campi nomadi

Anziana uccisa durante la rapina in casa a Roma, cinque fermati nei campi nomadi


via Pizzo Bernina a Roma

Quattro serbi e un bosniaco. Sono i presunti assassini dell’anziana Anna Tomasino, 89 anni, morta per i colpi ricevuti durante la rapina avvenuta nella sua casa la sera del 5 maggio scorso, a Roma. Sono stati catturati dai carabinieri in collaborazione con la polizia e i colleghi della frontiera. Hanno dai 20 ai 42 anni di età. Tre di loro sono del campo nomadi di via dei Gordiani, due di quello di via Salviati. Quella sera, stando alle indagini tre erano in strada a fare da palo, due incaricati del colpo. Ieri sera, uno del gruppo - 32 anni, entrato nell’abitazione col complice di 36 - si è costituito ai carabinieri della Stazione di Cinecittà ammettendo le sue responsabilità. E in sei ore i militari della Compagnia Casilina, con la collaborazione della polizia, hanno preso gli altri: a Roma, sul litorale laziale, in Liguria e in Piemonte. Un balordo è stato fermato nella Capitale al campo nomadi di Tor Tre Teste, autista della macchina Volkswagen station wagon con la quale i cinque sono arrivati e scappati dall’appartamento al secondo piano di via Pizzo Bernina, vicino alla Nomentana, nella zona di Città Giardino. Un altro è stato trovato vicino alla stazione ferroviaria di Pomezia-Santa Palomba. Il terzo bloccato dai carabinieri della Compagnia di Moncalieri (Piemonte) nell’abitazione di alcuni parenti. L’ultimo, di 36 anni, colui che avrebbe colpito l’anziana alla testa, (forse con lo stesso arnese usato per forzare la finestra del bagno), era a Ventimiglia (Imperia), arrestato per altri motivi la mattina del 12 dalla polizia di frontiera: trovato senza documenti dopo essere stato espulso perché irregolare.


lo stabile dove è avvenuta la tragedia

UN OMICIDIO QUASI IN DIRETTA

A distanza di una settimana la tragedia era diventata quasi insopportabile. Tutto in questa storia è successo rispettando una sequenza odiosa. La poveretta è stata soccorsa la sera del 5 maggio. Con le sue gambe è salita sull’ambulanza con una profonda ferita alla testa e il giorno dopo è morta al policlinico Umberto I di Roma a causa delle gravi complicazioni. E poi. E’ probabile che i poliziotti abbiano pensato che il caso fosse uno dei tanti furti diventato rapina. Invece si sono trovati a dover risolvere un omicidio, passato agli specialisti della Squadra mobile. Ancora. In teoria, gli indizi a disposizione sembravano diversi. Quella maledetta sera l’anziana ha sentito i ladri entrare, si è attaccata al telefono per avvisare i vicini, uno dei balordi gliel’ha impedito: le è saltato addosso e l’ha colpita. Per cui, un’aggressione in diretta che non era passata inosservata: i condomini hanno sentito la poveretta gridare e altri testimoni hanno visto i ladri scappare dal palazzo, salire sull’auto e fuggire. Eppure, più passavano i giorni, più si temeva che i responsabili potessero farla franca. Inoltre, si è aggiunto pure un velo che ha reso le cose un po’ misteriose. Ha scritto il Sindacato cronisti romani: “La vittima è deceduta lunedì 6 maggio, ma la notizia si è saputa solo giovedì”.


I BALORDI SI ERANO VISTI ALLA FESTA DI SAN GIORGIO

Dalle indagini emerge un dettaglio. I cinque avrebbero pensato di fare il colpo incontrandosi durante la festa di San Giorgio, celebrata dai Rom dal 4 al 6 maggio. Una ricorrenza particolarmente sentita dal calendario cristiano ortodosso, religione praticata anche in Serbia dove esiste un patriarcato. Volendo rimanere nella simbologia “sacra”, i fermi sono avvenuti il 13 maggio, giorno in cui i cattolici festeggiano il miracolo della Madonna di Fatima.


di Fabio Di Chio

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