App Immuni: A una settimana dal lancio quali saranno i riscontri?

App Immuni: A una settimana dal lancio quali saranno i riscontri?

Lanciata da una settimana, l'app "immuni" continua a far parlare di sé, ma facciamo un passo indietro.

Circa un mese fa scoppia il caso, privacy, geolocalizzazione, dati sensibili, tante le ipotesi, in unica certezza, il governo italiano ha sempre sostenuto di averne la proprietà, nessun dato sarebbe stato gestito da fonti esterne all'Italia. Ad una settimana del suo lancio ufficiale, sembra aver rispettato i parametri riguardante la privacy.

Nel momento in cui viene installata l'app "immuni" sullo smartphone, viene chiesta solo la regione e la città di appartenenza, nessun nome, cognome, indirizzo o dato sensibile, quindi per l’applicazione sei solo un numero. È proprio cosi che l'app "immuni" comunica con gli altri utenti, scambiandosi un numero.



Un particolare è stato messo alla luce dalla Senatrice di Fratelli d’Italia Daniela Santanchè circa 15 giorni fa, che denota un'impostazione automatica di Google, comparsa all'insaputa di tutti su cellulari android, che, cita testualmente: “Scarica un’app dell’autorità sanitaria pubblica governativa del tuo Paese. Per sapere se c’è un’app disponibile, rivolgiti al governo”. La Senatrice di Fratelli d’Italia espone un dubbio sulla gestione dei dati, come può essere esclusiva italiana se poi per il funzionamento dobbiamo appoggiarci a Google? Gli addetti ai lavori spiegano che quell'implemento è dovuto al corretto funzionamento dell'app "immuni" stessa e per l'invio di notifiche. Dovremmo fidarci? Ma torniamo a oggi, i numeri dicono che l’app è stata scaricata circa da 2 milioni di utenti, portando problemi da subito. I possessori di cellulari Hawaii e Honor, una volta scaricata l'app "immuni" e avviata, vedevano la stessa disconnettersi appena andava in background o appena si apriva una qualsiasi altra applicazione sul cellulare, anche solo la galleria immagini, ad altri invece, nello specifico chi utilizza smartphone samsung, compare il messaggio che l'app non puó essere scaricata perché non supportata da quel sistema operativo, questo evidenzia una grave pecca da parte degli sviluppatori.

L’emergenza sanitaria ha messo tutti economicamente alle strette, adesso per proteggerci dobbiamo anche spendere soldi per comprare un cellulare nuovo?

Diversi utenti hanno segnalato una particolarità sul funzionamento dell'app "Immuni" nella trasmissione di dati, gli smartphone devono comunicare per 15 minuti. Un po' troppi forse, tenendo conto, che, se passi accanto ad una persona positiva e accidentalmente fa un colpo di tosse, il lasso di tempo è così breve che le due app non comunicano, ma intanto potrebbe essere avvenuto il contagio.

Probabilmente necessità di ulteriori lavori da parte del team dedicato all’app, quanti aggiornamenti dobbiamo ancora aspettarci?


Giacomo Piccolo


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