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Approvata la risoluzione sul Def in Parlamento, ma Tria mostra prudenza


La risoluzione di maggioranza al Documento di economia e finanza del governo Gentiloni è stata approvata dalla Camera dei deputati con 330 sì, 242 no e 4 astenuti, mentre al Senato passa con 166 a favore e 127 contrari. Il quadro macroeconomico del Def prevede un deficit allo 0,8% del Pil nel 2019 e il pareggio di bilancio nel 2020, con il debito che "inizierebbe un chiaro percorso discendente. E' un'evoluzione che è bene non mettere a repentaglio", perché "il consolidamento bilancio è condizione necessaria per mantenere la fiducia dei mercati". Così il ministro dell'Economia Giovanni Tria nel corso del suo intervento nell'aula di montecitorio.

La maggioranza impegna il governo "ad assumere tutte le iniziative per favorire il disinnesco delle clausole di salvaguardia inerenti l’aumento dell’aliquota Iva e delle accise su benzina e gasolio e a individuare misure da adottare nel 2018 nel rispetto dei saldi di bilancio e di riconsiderare in tempi brevi il quadro di finanza pubblica nel rispetto degli impegni europei per quanto riguarda i saldi di bilancio del triennio 2019-2021. Sarà d’obbligo impostare in Europa un dialogo nuovo nelle sedi opportune così da ottenere regole di bilancio più flessibili e spazi maggiori per le spese produttive" , afferma il capogruppo pentastellato alla Camera Federico d'Incà.

I punti fondamentali del governo pentaleghista sono la lotta alla povertà, il sostegno ai redditi piu bassi e il superamento della legge Fornero.

Ma Tria è apparso molto prudente sulla modifica ai vincoli di spesa. "Il consolidamento di bilancio è condizione necessaria per mantenere la fiducia dei mercati finanziari, imprescindibile per tutelare i risparmi italiani e ottenere una crescita stabile. Dobbiamo mantenere un percorso di riduzione del debito e soprattutto evitare l’aumento dell’indebitamento per finanziare spesa corrente", precisa il ministro, e considera il reddito di cittadinanza centrale per "contrastare le sacche di povertà".

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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