Archivio de Dominicis, Vittorio Sgarbi: un’indagine irresponsabile e criminale

Archivio de Dominicis, Vittorio Sgarbi: un’indagine irresponsabile e criminale


Vittorio Sgarbi si difende dalle accuse mosse dalla Procura di Roma per la sua attività per la fondazione Archivio Gino de Dominicis. L'inchiesta condotta dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale contesta la certificazione di opere false.

«Mai il nucleo di tutela del patrimonio artistico dei carabinieri, ha detto Vittorio Sgarbi, era arrivato più in basso mettendo l'ignoranza al servizio della cecità e della mancanza di giudizio di un magistrato, tale Laura Condemi, sostituto di quella procura della repubblica di Roma che ha consentito, nonostante le drammatiche segnalazioni di Italia Nostra e mie, l’abbattimento del villino Naselli del 1930, in prossimità del quartiere Coppedè. L’ insipiente procura è indifferente al vandalismo e alla distruzione, e insegue e sequestra opere autentiche di Gino de Dominicis sulla base di indagini farlocche, senza alcun elemento probatorio, senza l’individuazione di falsari: un’indagine irresponsabile e criminale che distrugge la reputazione di un artista di cui non si conoscono falsi, se non nell’esaltazione di chi pretende di essere l’unico esperto. E ci si mette anche il magistrato indossando le vesti di critico d’arte, immaginando una “banda” che non c’è’ mai stata. L’ignoranza dei carabinieri e la presunzione del magistrato sono una fantasiosa e visionaria minaccia della libertà della critica e della competenza degli esperti per favorire gli interessi di un solo collezionista autonominatosi critico d’arte, da cui è partita questa scellerata indagine».


«Dopo aver lavorato per tanti anni , ha dichiarato Vittorio Sgarbi, per il nucleo tutela del patrimonio artistico dei carabinieri contribuendo a importanti recuperi ho messo sull’avviso alcuni anni fa l’allora comandante del nucleo sui gravi errori di due indagini parallele. Quella del grottesco recupero della cosiddetta “Tavola Doria”, un patente falso scambiato per originale di Leonardo ed esposto, dopo enorme dispendio di energie e danaro, al Quirinale, ingannando il presidente. E quella del sequestro di opere autentiche di de Dominicis come false. Due errori gravi che l’arma dei carabinieri non ha riparato, esponendosi prima al ridicolo e oggi agli interessi di uno solo contro la verità. Provvederò a una interrogazione parlamentare e chiederò l’accesso agli atti dell’indagine, che infama collezionisti e galleristi onesti senza alcun elemento probatorio, e pregiudica l’attività critica con i suoi liberi convincimenti. Parallelamente, ho dato incarico all’avvocato Cicconi di procedere con una denuncia per diffamazione contro il pubblico ministero Condemi».

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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