Arrestato il boss Luigi Abbruzzese, latitante dal 2015 era nell’elenco dei ricercati più pericolosi

Arrestato il boss Luigi Abbruzzese, latitante dal 2015 era nell’elenco dei ricercati più pericolosi


Era tra i latitanti e i criminali più ricercati e maggiormente pericolosi. Dal 2015 aveva fatto perdere le sue tracce. Luigi Abbruzzese, ventinovenne a capo dell'omonima cosca, egemone nella Sibaritide, finalmente è finito in manette e ora è in mano allo Stato. Al momento della cattura aveva con sé due pistole, alcune munizioni e un documento falso. Gli investigatori dello Sco e delle squadre mobili di Cosenza e Catanzaro, con il supporto della polizia scientifica, lo hanno tratto in arresto a Cassano allo Ionio. Irreperibile dal 2015, era inserito nell'elenco dei ricercati più pericolosi. Il boss è stato condannato in appello a vent’anni per traffico di droga ed è destinatario di una misura cautelare sempre per droga. Gli Abbruzzese sono una ‘ndrina, cosca malavitosa nel gergo calabrese della 'ndrangheta, operante nei territori della provincia di Cosenza, tra Cassano allo Ionio e Corigliano Calabro, composta da individui di etnia rom, tanto da valere, ai suoi esponenti, il soprannome di “zingari”. La ‘ndrina Abbruzzese è specializzata, fin dagli anni ’90, in assalti a furgoni portavalori ed estorsioni. Nel tempo, grazie al supporto del pentito Franco Bevilacqua, gli Abruzzese sono riusciti a penetrare a tutti gli effetti nella malavita organizzata ‘ndranghetista. La cosca è stata decimata, a livello di comando negli ultimi vent'anni, dalle morti o dal pugno duro dello Stato. L’arresto del giovane boss Luigi Abbruzzese è un duro colpo per una delle famiglie ‘ndranghetiste più attive.

Sull’arresto eccellente si è espresso con visibile soddisfazione anche il ministro dell’Interno, Matteo Salvini: «Sono orgoglioso delle nostre Forze dell'Ordine, sono sicuro che insieme a loro cacceremo i mafiosi paese per paese».


E.R.

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