Autostrade tenta la carta trasparenza e pubblica parti secretate della convenzione con lo Stato

Autostrade tenta la carta trasparenza e pubblica parti secretate della convenzione con lo Stato



Con l'apertura di oggi alla pubblicazione del contratto di concessione statale per la gestione delle autostrade da parte di Autostrade per l'Italia, il colosso controllato dalla famiglia Benetton e al centro della bufera in seguito al disastro del crollo del ponte Morandi avvenuto a Genova il 14 agosto, è ufficialmente partita la controffensiva dell'azienda privata che rischia di vedersi annullata la convenzione stipulata nel 2007. Un segnale di trasparenza, ma soprattutto una chiara linea difensiva che mira a screditare e a ribaltare la tesi del governo, che ha sinora giocato la carta dell'inottemperanza ai doveri sanciti in un contratto mai reso pubblico. Gioca dunque d'anticipo Autostrade per l'Italia, pubblicando quei dettagli finora mai emersi relativi in particolare agli impegni negli investimenti per riammodernamento e manutenzione delle infrastrutture, battendo sul tempo l'audizione alla Camera, prevista per quest'oggi, del titolare del Mit Danilo Toninelli. In una nota, l'azienda del gruppo Benetton specifica di aver pubblicato online, rendendo dunque accessibile a chiunque, la documentazione fino a oggi secretata «per rispondere alle polemiche e alle strumentalizzazioni che dominano il dibattito pubblico sul tema».


Leggendo tra i paragrafi del documento emergono finalmente i dati sulla spesa che Autostrade per l'Italia si è impegnata a fronteggiare per gli investimenti nelle infrastrutture: si parla di una cifra di 290 milioni di euro annuali per un periodo compreso tra il 2013 e il 2038. Dati conosciuti per ora soltanto dai funzionari del Ministero dei Trasporti, gli unici ad aver avuto accesso anche ai documenti secretati per la revisione annuale in merito all'ottemperanza dei doveri sanciti dalla convezione e in capo alla società che gestisce i servizi. Paradossalmente tale documentazione è rimasta segreta anche all'Authority dei Trasporti, l'organo di vigilanza preposto per garantire il corretto svolgimento delle funzioni del settore.


Intanto, a smontare parzialmente le barricate erette da Autostrade per l'Italia, ci ha pensato proprio il ministro Toninelli, che tramite social ha pubblicato una corrispondenza tra il suo Dicastero e il Capo Dipartimento per le Infrastrutture e i Sistemi Informativi e Statistici, in cui i dirigenti del Mit esortavano «senza indugi» alla pubblicazione integrale della documentazione, anche accessoria, relativa alla convenzione tra la società privata e lo Stato. «Dopo quasi 20 anni dalla privatizzazione, dopo 20 anni di segreti e di omissis, Autostrade per l'Italia dice improvvisamente di voler fare trasparenza cercando di far apparire il proprio gesto come spontaneo e dettato da un autonomo desiderio di venire incontro all'interesse pubblico. Peccato che già venerdì scorso, come testimoniato dalla lettera allegata qui sotto, io avessi dato mandato alla dirigenza del Mit di tirare fuori tutti gli atti, gli allegati e il Piano finanziario connessi alla convenzione». Questo il testo del post pubblicato dal grillino, compatto assieme al governo nella decisione di tornare indietro e riaffidare al pubblico le infrastrutture viarie della Penisola, una decisione che tra mille ostacoli e difficoltà potrebbe segnare un punto di non ritorno nella storia del Paese.

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