Aveva chiesto asilo politico ma era il maniaco di Caracalla
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Aveva chiesto asilo politico ma era il maniaco di Caracalla



Aveva chiesto l'asilo politico, come fanno i tanti immigrati che arrivano in Italia sui barconi. Ma Mama Djang Diallo non era arrivato nel nostro Paese per scappare dalla guerra, era venuto, invece, per portarla da noi. La guerra sociale che purtroppo si alimenta a causa degli stranieri a zonzo per le nostre città senza una meta. Sedicenti profughi che non fanno nulla per essere accolti e che l'accoglienza la pretendono, forti di un buonismo della sinistra che finora ha portato a un'invasione incontrollata, che si traduce in una "forza lavoro" non al servizio delle aziende, ma della criminalità. O semplicemente preda dei propri istinti. Come Mama Djang Diallo, il ventinovenne del Gambia che si è visto rifiutare l'asilo politico dal tribunale perché si è già distinto per aver prima aggredito i carabinieri e tre giorni dopo aver tentato di violentare una donna in un parco.


L'immigrato, infatti, era stato arrestato il 26 giugno scorso a Grottaferrata, dove aveva scatenato il panico in un bar. Aveva picchiato un cliente nell'esercizio commerciale ed era fuggito, vagando nudo per le strade. Individuato in via Squarciarelli, l'uomo aveva anche aggredito i carabinieri che cercavano di fermarlo. Sono scattate così le manette. Scarcerato qualche ora dopo, era finito in un centro di accoglienza per richiedenti asilo, dal quale però lo straniero si è subito allontanato approfittando della mancanza di controlli. Insomma, nessuno si è preoccupato di tenerlo d'occhio, nonostante l'extracomunitario fosse già conosciuto dalle forze dell’ordine per reati sessuali in provincia di Sondrio e in altre città del Nord. Il 29 giugno è passato dalle aggressioni alla tentata violenza sessuale. Si è nascosto fra i cespugli dei giardini delle Terme di Caracalla e ha aspettato la sua preda, una donna di 38 anni che stava facendo jogging nel parco. Le è saltato poi addosso cercando di trascinarla nella boscaglia. La vittima si è salvata solo grazie all'intervento di un ufficiale dell'esercito, che ha sentito le grida disperate della donna ed è accorso, mettendo in fuga l'assalitore. Lo straniero è stato però rintracciato dalla polizia ed è finito in cella.

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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