Berlusconi si candida per le prossime elezioni e attacca Salvini: «Sue dichiarazioni inaccettabili»

Berlusconi si candida per le prossime elezioni e attacca Salvini: «Sue dichiarazioni inaccettabili»



Doveva essere l'occasione per sbandierare la pace ritrovata in seno alla coalizione del centrodestra e invece l'uscita pubblica di Silvio Berlusconi al raduno forzista di Fiuggi è servita a rimarcare delle distanze con il leader leghista che a oggi sembrano tutt'altro che superate. Pesano evidentemente in casa azzurra le dichiarazioni di ieri di Matteo Salvini all'Atreju, quando ha parlato di niente più che accordi locali con Forza Italia, rimarcando la supremazia nella coalizione. Due maschi alfa che si annusano, si studiano e tergiversano in attesa della resa dei conti.


«Se con la manovra alzassimo il deficit e l'Europa dovesse respingerla, lo spread salirebbe e sarebbe un disastro. E purtroppo da quello che sento, la Bce ritiene questo rischio molto elevato». La prende larga Berlusconi che attacca le scelte del governo e dell'area grillina, da sempre a suo dire «nemica della libertà. Ma ci sono due squadre: una della Lega, che si è presentata con il programma scritto al 95% da noi. E l'altra, quella del M5s, che si sta rivelando peggiore di quanto immaginavamo, peggiore della sinistra, nemico delle imprese e delle infrastrutture, propenso alle nazionalizzazioni». Nulla di nuovo a sentire il Cav, stessa la retorica utilizzata contro le sinistre nelle vecchie campagne elettorali, stesso il meccanismo del nemico della libertà da affondare quanto prima.


E non è tutto, nel fervore del palco, dove il patron di Mediaset dà notoriamente il meglio di sé, è arrivata anche la notizia bomba di una sua possibile ricandidatura per le prossime politiche: «Sarò anche io in campo alle prossime elezioni per salvare il paese che amo». Anche qui fantasia utilizzata poca, ma si sa che gli schemi consolidati sono quelli più sicuri e quando c'è da mettere legna in cascina non si bada troppo allo stile. Per quanto riguarda le Europee, su cui Salvini si era già espresso dandosi per sicuro circa la non candidatura di Berlusconi, il leader e fondatore di Forza Italia, forse per ripicca, forse per repentino cambio di idee, ha voluto lasciare in sospeso la questione, con un «penso di sì, è ciò che mi chiedono tutti».


Per ora insomma le due teste della creatura moderata non si parlano, non comunicano e giocano al pericoloso gioco del reciproco fagocitarsi. Un gioco che, numeri alla mano, non può che premiare la Lega e Salvini, fino a ora molto abile a tenersi la botte piena (quella del governo) e a non farsi nemmeno mancare la moglie ubriaca, arrabbiata forse, ma per ora stretta al talamo nuziale, consapevole che è meglio essere subalterni e in compagnia che da soli nel mare in tempesta.

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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