Bimbo di tre anni sequestrato e portato nell'est, salvato dai cacciatori del cyberspazio

Bimbo di tre anni sequestrato e portato nell'est, salvato dai cacciatori del cyberspazio



Lo aveva sequestrato e portato da Roma in Paese dell’Est Europa. Lui tre anni, l’uomo di 41. Però un minuscolo particolare ha messo sulla pista giusta i cacciatori del cyberspazio. Il video girato col telefonino e inviato alla madre trentenne ha consentito ai poliziotti di arrivare alla città dov’era il piccolo. È stato un dettaglio a mettere fine all’inferno che stava vivendo una donna originaria di Ardea, a poco decine di chilometri dalla Capitale. A settembre lei aveva denunciato ai poliziotti del Commissariato Aurelio la scomparsa del bambino. Era sconvolta. Immaginava che il marito avesse portato via il figlio. Ma non pensava che le cose si sarebbero protratte così a lungo, per giorni e giorni. Così, non sapendo cosa fare, aveva chiesto aiuto ai poliziotti. Ai loro occhi la situazione è subito apparsa particolare. Il padre è risultato destinatario della misura di sicurezza della casa lavoro, della durata di un anno. E nel complesso la condizione familiare non è risultata facile.


QUEI NUMERI ALLA ROVESCIA

A novembre accade quello che non ci si aspettava. L’uomo decide di fare una cosa che cambierà le sorti dell’intera vicenda. Gira un video al figlio e lo invia alla madre. Sembra un modo per mantenere aperta una linea di dialogo tra i due tranquillizzando intanto la donna che il piccolo sta bene. Il filmato finisce nelle mani degli agenti. Questi osservano le immagini e in un angolo del fotogramma si accorgono di un numero di telefono. È rovesciato. Lo ribaltano e da quel dettaglio cominciano per mettere in ordine i tasselli del mosaico che si va componendo. Infatti, da quella parziale serie di cifre gli investigatori risalgono alla città dove si trovano il bimbo col padre. Riescono a identificare alcuni edifici dell’abitato e addirittura quasi a ripercorrere la strada seguita dall’uomo per arrivare da uno stato all’altro.


PARTE L’OPERAZIONE A TENAGLIA

Parte l’operazione a tenaglia. Da una parte i poliziotti informano i colleghi dell’Interpol, dall’altra le autorità di quella nazione. Gli investigatori dell’Aurelio attraversano l’Adriatico e vanno a prendere il bambino. L’uomo viene arrestato perché irregolare sul territorio di quello Stato. Il Tribunale per i minorenni ha dichiarato la sospensione della responsabilità genitoriale dell’ex coppia e nominato un tutore per il minore.


di Fab. Dic.

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