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BONUS, LOMI (CNE): FONDAMENTALI PER COMBATTERE INEFFICIENZA ENERGETICA, AUSPICO INCONTRO GIORGETTI


Credo che quanto dichiarato da Enea sia chiaro ed inconfutabile, gli incentivi fiscali non vanno derubricati a mancette e regalie, ma sono stati e potranno essere il vero volano di una politica industriale che finalmente guardi ai dettami dell’Europa sul tema non solo del risparmio energetico ma dell’investimento dei fondi legati al PNRR per ridare slancio a questo Paese. Se il pacchetto ecobonus, super bonus, bonus casa e bonus facciate ha permesso risparmi così significativi sull’impiego di idrocarburi, confermando che tali misure hanno dato un buon risultato per quanto riguarda il risparmio energetico, dall’altra anche le autorevoli voci che si sono susseguite durante la presentazione dei dati Enea hanno evidenziato ciò che le imprese del settore gridano ormai da troppo tempo: “ servono politiche industriali di settore a medio lungo termine che permettano alle imprese di programmare gli investimenti, la crescita e le assunzioni”. Queste le affermazioni di Lino Lomi, presedente di CNE, associazione che coinvolge alcune centinaia di imprese che fatturano quasi 2 miliardi di euro in Italia e che fanno lavoro a migliaia di dipendenti.

“Le politiche mordi e fuggi di questi ultimi anni hanno drogato il mercato e adesso ci lasciano anche senza il metadone. Noi siamo pronti a raccogliere la sfida ancora prima che il Governo lo chiedesse abbiamo promosso proposte che permettessero di controllare metodologicamente cantieri e lavori, incremento di 3 classi energetiche anzichè 2, incentivi ridotti al 50% con la possibilità di incremento in funzione di parametri oggettivamente verificabili, ma se il Governo, si trincera dietro puri calcoli contabili, perderemo non solo le imprese del settore ma anche l’occasione di rivalutare il patrimonio immobiliare italiano che verrà svalutato sui mercati internazionali. Non solo combattere una guerra contro l’inefficienza energetica a mani nude non portare risultati, ma farà spendere male le risorse messe a disposizione dell’Italia dall’Europa. gli incentivi non sono costi sostenuti dallo stato, sono investimenti sostenuti dallo Stato. Auspico che il ministro Giorgetti valuti attentamente questi passaggi e voglia incontrare chi tutti i giorni lavora con attenzione scrupolosa e serietà imprenditoriale”.

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