Braccio di ferro tra Lega e interni Rai per la corsa agli esterni nella Rete Uno della De Santis

Braccio di ferro tra Lega e interni Rai per la corsa agli esterni nella Rete Uno della De Santis



Com’era facilmente prevedibile passata la tornata elettorale, che ha consegnato alla Lega le chiavi della maggioranza di governo, Matteo Salvini e i suoi hanno deciso di passare all’incasso. E se questo comporta qualche polemica pazienza, del resto in ballo c’è il controllo dell’informazione della tv pubblica. Così l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, ha deciso di contrattaccare. Ma non in forma compatta e omogenea, ma per correnti, come conviene alla Politica di casa nostra. E allora ecco l’Usigrai vista da Destra, ovvero la corrente “Pluralismo e libertà, che difende Poletti e attacca Lerner e l’Usigrai vista da sinistra che fa l’esatto contrario. “Roberto Poletti No, Gad Lerner sì? È questo l'interrogativo che ci poniamo. Già, perché ad avviso della maggioranza del gruppo dirigente dell'Usigrai il primo non va bene, il secondo sì. E questo perché Poletti è stato direttore di Radio Padania (20 anni fa) e biografo di Salvini. Nel 2006 è stato anche eletto deputato con i Verdi, passato poi con Sinistra democratica. Una biografia trasversale. Però ci si ferma a quella parte che più fa comodo per fare strumentalizzazioni politiche”, sostengono Elisa Billato e America Mancini, esponenti di 'Pluralismo e libertà', componente di centrodestra all'interno dell'esecutivo Usigrai. “Ma anche seguendo questo ragionamento se non va bene Poletti, non va bene nemmeno un personaggio come Gad Lerner che non è certo un esempio di obiettività del servizio pubblico. Quanto poi alla battaglia sindacale per i colleghi atipici da regolarizzare e per la nuova selezione pubblica, siamo con loro per arrivare ad una soluzione ma non li si utilizzi strumentalmente per dispute che non c'entrano nulla e di cui forse farebbero volentieri a meno'', concludono Billato e Mancini. Già perché sullo sfondo c’è il nodo, quello vero, delle risorse interne mal sfruttate e piegate alla logica della Politica, che preferisce piazzare gli amici e non valorizzare i dipendenti della Rai. “Dopo aver vinto le elezioni, il ministro dell'Interno Matteo Salvini passa all'incasso in Rai. Ora capiamo perché il presidente Foa ha voluto bloccare il via libera alla nuova selezione pubblica per giornalisti. Agli ingressi meritocratici e trasparenti, preferisce quelli a chiamata diretta indicati dal ministro dell'Interno Matteo Salvini”, afferma l’esecutivo dell’Usigrai, quello che vede le cose da sinistra, “l’ingresso in Rai dell'ex direttore di Radio Padania e biografo del leader della Lega sarebbe uno schiaffo ai 1700 giornalisti Rai e agli oltre 200 che da tempo attendono il 'giusto contratto' giornalistico”. Insomma, tutti lì a commentare le indiscrezioni sul possibile approdo di Roberto Poletti a Unomattina Estate. “Ci aspettiamo che l'amministratore delegato eserciti i suoi poteri fermando questo insulto a tutti loro”, continua il direttivo Usigrai, “e mantenga gli impegni assunti: trasparenza e meritocrazia con una nuova selezione pubblica, e accordo per regolarizzare chi in Rai fa da anni il giornalista ma non ha ancora il 'giusto contratto'". E siamo solo all’inizio della storia.


di Alberto Milani

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