Brasile, vince la destra di Bolsonaro al 55,13% e in Italia si torna a discutere del caso Battisti

Brasile, vince la destra di Bolsonaro al 55,13% e in Italia si torna a discutere del caso Battisti



Domenica 28 Ottobre il Brasile ha eletto il suo nuovo presidente, che ha visto vincere Jair Bolsonaro con il 55,13% dei voti spaccando il Brasile in due. A lui si contrappone Fernando Haddad con il 44,87%, leader del partito dei lavoratori, erede designato dall’ex presidente rosso Lula. Il Brasile dunque, sarà guidato da un ex militare con posizioni fortemente conservatrici, ostile alle minoranze razziali, etniche, sessuali, e alle donne, puntando tutta la sua campagna sulla sicurezza, la lotta contro la corruzione e rigidità nei confronti dell’omosessualità. C’è chi lo chiama il “Trump brasiliano”, chi invece “minaccia fascista”.


E mentre il Brasile è diviso tra i festeggiamenti dei sostenitori che hanno inondato le strade di Rio, e chi invece, è amareggiato da questa vittoria, l’Italia torna a discutere sul caso di Cesare Battisti, l’uomo che 37 anni fa è stato condannato dalla giustizia ma salvato dalla politica. Battisti era infatti stato dichiarato colpevole per quattro omicidi. La sentenza però non è mai stata eseguita perché l’ex terrorista rosso è scappato in Brasile nel dicembre 2010, dove venne protetto dall’allora presidente Lula, carismatico leader della sinistra. Pochi giorni fa, con l’avvicinarsi delle elezioni e la fine dell’era Lula, l’Italia ha consegnato l'ennesima richiesta di estradizione per Battisti.


E come per ogni questione, nel nostro Bel Paese impazzato i tweet, tra chi continua a difendere lo scrittore rifugiato, e chi chiede ancora la pena per l’ex terrorista. Anche i politici twittano la loro, «dopo anni di chiacchiere, chiederò che ci rimandino in Italia il terrorista rosso», queste le parole di Matteo Salvini, che ha prontamente ricevuto risposta proprio dal figlio di Jair Bolsonaro: «Il regalo è in arrivo! Grazie per il supporto, la destra diventa più forte». Ora, come già da un bel po’, si attende per il futuro dello scrittore perseguitato per le sue idee politiche, o serial killer, pluriomicida, eroe, insomma come lo si vuol chiamare.


di Ilaria Proietti Mercuri

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