Brescia, allarme epidemia: più di 150 i casi di polmonite e 2 morti

Brescia, allarme epidemia: più di 150 i casi di polmonite e 2 morti


Superata la quota di 150 casi per quella che si può definire una vera e propria epidemia di polmonite che ha colpito la Bassa bresciana Orientale. Vi sono sei comuni in particolare che sono stati interessati: Carpendolo, Montichiari, Calvisano, Visano, Remedello e Acquafredda. Si tratta in gran parte di ultra 60enni, dalle condizioni di salute già problematiche. Preso d’assalto soprattutto l’ospedale di Montichiari, con la percentuale di consulti per polmonite passata dall’1 all’80 per cento. Sembrerebbe inoltre che vi siano addirittura 2 morti: un 85enne di Carpenedolo e una donna di 69 enni di Mezzane di Calvisano. Sono ancora in corso però le indagini per verificare che i decessi siano effettivamente conseguenza della malattia. Il sindaco di Carpendolo ha riferito all'ANSA che l'ATS (Agezia di Tutela della Salute) gli avrebbe riferito che entrambe le morti nel distretto non sarebbero dovute a legionella, un'emergenza scoppiata a luglio nel Bresso.

Il portavoce della regione Lombardia Giulio Gallera ha rilasciato alcune dichiarazione dove sono stati chiarificati i numeri delle persone coinvolte: «Dei 121 accessi al Pronto soccorso per polmonite 109 sono residenti o domiciliati nel territorio di Ats Brescia, 12 sono residenti o domiciliati in Ats Valpadana. Sul totale degli accessi, 107 sono ricoverati».

Le indagini sulle cause di questa epidemia sono tutt'ora in corso e non è esclusa l'ipotesi di un batterio presente nell'acqua. Nel pomeriggio infatti si è tenuto a Brescia un vertice tra Ats e i responsabili degli acquedotti della Basse bresciana per verificare questa prima ipotesi: si stanno effettuando controlli sui compioni raccolti dalla rete idrica dei comuni interessati e nei prossimi giorni si avranno i primi risultati. Nel frattempo ai vari sindaci sono stati notificati alcune norme per l'igiene da seguire in questa prima fase di stallo. Tra le richieste fatte ci sono quelle di sostituire i filtri dei rubinetti o di lavarli con anticalcare, lasciare scorrere acqua tiepida e poi fredda prima di utilizzarla; infine bisognerenne allontanarsi dal punto di emissione dopo l'apertura dei rubinetti. Inoltre viene consigliato di portare la temperatura dell'acqua calda a 70-80° per tre giorni consecutivi assicurando il suo deflusso da tutti i punti di erogazioni per mezz'ora al giorno. anche se è stato assicurato che non ci sono rischi nel consumo dell'acqua alimentare e le attività nelle scuole e neii luoghi di lavoro non verranno ristrette in alcun modo.

Niccolò Lumini

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