Bufera per le offese contro i giudici Falcone e Borsello in onda su Realiti di Lucci su RaiDue



Stavolta una delle frasi classiche, strausate e super abusate, dei manuali di giornalismo è d’obbligo. Bufera sulla Rai. Anzi tempesta, ciclone. Di quelli che non si vedevano da tempo. Procediamo con ordine, dunque. La Procura di Catania, volendo balzare agli onori delle cronache, ha aperto una inchiesta, al momento senza indagati, sull’ultima puntata della trasmissione “Realiti”, andata in onda su Rai due. Titolare del fascicolo è il procuratore aggiunto Carmelo Petralia che ha delegato le indagini alla Polizia postale di Catania che dovrà acquisire i video della trasmissione. Al centro dell’inchiesta le dichiarazioni di due cantanti neomelodici: Leonardo Zappalà, presente in studio, e Niko 'King' Pandetta, nipote del boss ergastolano Salvatore Capello, sui giudici Falcone e Borsellino. A suscitare tanto clamore e altrettanta indignazione sono state le dichiarazioni di Zappalà che, presente nello studio in diretta, ha detto: “Queste persone che hanno fatto queste scelte di vita, le sanno le conseguenze. Come ci piace il dolce, ci deve piacere anche l'amaro”, riferendosi ai giudici Falcone e Borsellino. Più che parole scellerate, frasi sconnesse, da rispedire al mittente.


Su certi eroi civili non si può scherzare. Ma al centro dell'inchiesta della Procura di Catania, per competenza, c’è il profilo che riguarda Pandetta, che non ha partecipato direttamente alla trasmissione. Un 'faro' è stato acceso sulle sue affermazioni di avere scritto il testo di una sua canzone basandosi su una lettera che lo zio gli avrebbe inviato dal carcere. Ma il boss Cappello è detenuto in regime di 41bis e i magistrati della Dda etnea vogliono capire se ci sia stata una violazione dell’attuazione del “carcere duro” da parte del capomafia ergastolano nella missiva inviata al nipote. Per questo il procuratore aggiunto Carmelo Petralia ha delegato la polizia postale di Catania, diretta da Marcello La Bella, l'acquisizione del video del programma condotto da Enrico Lucci andato in onda il 5 giugno scorso. E anche di vedere integralmente la trasmissione e poi di redigere una nota informativa con la trascrizione dei passaggi ritenuti maggiormente interessanti dal punta di vista investigativo. Intanto Pandetta ha fornito un suo chiarimento: “Non ho mai offeso quei due grandi eroi (Giovanni Falcone e Paolo Borsellino) che hanno dato la propria vita per una giusta lotta”, posta sulla pagina di Facebook. “Volevo solo dire”, ha spiegato il nipote del boss Cappello, “che io ho parlato e replicato degli sbagli che ho fatto da adolescente oggi sono una persona diversa grazie alla musica e al pubblico. Oggi sono un uomo diverso e canto per essere ogni giorno migliore”. Sulle polemiche nate sulla puntata del programma è intervenuto il direttore di Rai Due, Carlo Freccero, vero bersaglio dell’intera polemica. “Rai Due è la rete più antimafia che c’è”, annunciando che Giovedì sera andrà in onda la “Trattativa” di Sabina Guzzanti, un film mai trasmesso su una tv generalista. Il docu film sarà seguito da un dibattito condotto da Andrea Montanari con ospiti Giuseppe Sottile, Marco Travaglio, Giovanni Bianconi e Maurizio Gasparri ed arricchito con servizi e reportage. Altri direttori di rete o conduttori di programmi, che hanno commesso errori simili, non hai mandato in onda prodotti risarcitori o di chiarimento. Ma le polemiche non si sono placate: “Realiti deve provare a risarcire immediatamente la memoria delle vittime, dei famigliari e di un'intera Nazione che porta ancora le ferite mai rimarginate di quegli attentati”, ha affermato Giorgio Mule', capogruppo di Forza Italia in Vigilanza Rai ritenendo che "le scuse della Rai e l'indignazione dei commenti lasciano il tempo che trovano se non si rimedia, e subito, con un atto di grande lezione di civiltà". Per i parlamentari del Movimento 5 Stelle in Commissione Antimafia "le indagini faranno il loro corso e ne attendiamo l'esito con la solita, piena fiducia nell'operato della magistratura". "Frattanto”, hanno osservato, “riteniamo opportune le scuse e l'apertura dell'istruttoria da parte dei vertici Rai”. Che, forse già bastavano a chiudere il caso.


di Alberto Milani

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