Caccia agli evasori dell'estate, sequestrato il Battistini, storico stabilimento di Ostia

Caccia agli evasori dell'estate, sequestrato il Battistini, storico stabilimento di Ostia



Caccia ai furbetti del mare. Quest’estate la lotta anti-evasione sotto l’ombrellone ha messo i sigilli a uno storico stabilimento balneare di Ostia, sul litorale romano: il Battistini. Dall’inizio del secolo scorso, la grande struttura bianca ornata da un filare di bandiere al vento a ridosso del pontile è stato il volto pubblico della spiaggia di Roma e set cinematografico di grandi stelle e registi del cinema che qui sono venuti a girare le loro pellicole in bianco e nero. Questa mattina i militari del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza hanno sequestrato il manufatto su provvedimento del Gip del Tribunale di Roma, richiesto dalla Procura della Repubblica.


LE ACCUSE: AUTO-RICICLAGGIO IN POLIZZE VITA

Le ipotesi di reato sono di appropriazione indebita e autoriciclaggio per un importo complessivo di a 851 mila euro, fatti contestati alle due sorelle proprietarie dello stabilimento: Silvana Maria e Clelia Taraborelli, rispettivamente di 73 e 68 anni. L’inchiesta parla di soldi che sarebbero entrati in nero nelle casse del Battistini e che le imprenditrici avrebbero dirottato su due polizze vita (sequestrate anche loro) a loro intestate. Una bella cifra che, secondo le indagini, sarebbe maturata a partire dal 2012, da quando cioè le due responsabili della srl “avevano effettuato ingenti e ingiustificati versamenti di denaro contante sui propri rapporti bancari personali, per un ammontare di oltre 1,2 milioni di euro”. Praticamente, lo stabilimento avrebbe incassato somme contanti dai clienti che ogni giorno affittavano cabine, sdraio ombrelloni per andare in spiaggia, non staccando però il giusto numero di ricevute fiscali. Non solo, le due manager non avrebbero neppure dichiarato un granché al fisco. Anzi: “L'esito delle indagini reddituali – è spiegato nel decreto - ha evidenziato l'assenza di comprensibili e lecite provviste dalle quali attingere tali cospicui versamenti bancari in ragione della pressoché inesistenza di dichiarazioni reddituali”. Una domanda che per prima si è fatta la banca, segnalando la strana provvista di denaro a Bankitalia e di consulenza portando magistratura e Guardia di finanza ad accertare la regolarità delle carte confluite nel procedimento che oggi ha portato al sequestro.


AL PM: QUEI SOLDI ME LI HA DATI MIO MARITO

Il 2 luglio Silvana Maria Taraborrelli ha provato a spiegare la sua posizione rendendo dichiarazioni spontanee agli inquirenti. E avrebbe ammesso che le disponibilità finanziarie oggetto della segnalazione per presunte operazioni sospette sono frutto dell'attività imprenditoriale. “Per 44 anni – avrebbe riferito – sono stata la compagna di Carlo Balini, proprietario del Lido Battistini di cui nel 1990 sono diventata amministratrice... Nel tempo il Balini mi ha dato somme di denaro per sopperire ad eventuali mie esigenze. Queste somme – ha proseguito - si sono accumulate nel corso degli anni... Complessivamente tutte le somme in contanti che avevo presso la mia abitazione ammontavano a circa un milione di euro”. E poi la precisazione: “Mia sorella non partecipa alla gestione dello stabilimento Battistini..."). Il seguito della vicenda giudiziaria giudicherà la consistenza delle contestazioni dell’accusa e degli eventuali chiarimenti della difesa.


di Fabio Di Chio

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