Calabria, tragedia nel torrente Raganello: dieci i morti, tre salvati nelle ultime ore

Calabria, tragedia nel torrente Raganello: dieci i morti, tre salvati nelle ultime ore



Una tragedia si è consumata ieri, a Civita, in provincia di Cosenza, dove le forti piogge hanno provocato l’ingrossamento improvviso del torrente Raganello nel parco nazionale del Pollino. Un gruppo di escursionisti è stato sorpreso dall’ondata di piena e travolto. Al momento le vittime accertate sarebbero dieci, mentre più di una dozzina i salvati. È delle ultime ore la notizia che sono stati rintracciati, in buone condizioni, tre giovani pugliesi di ventuno, ventidue e ventitre anni. I tre erano infatti fino a ieri nella lista dispersi dopo la piena del torrente, e si erano accampati in località Valle d'Impisa, luogo a monte della zona del disastro dove i cellulari non hanno campo. La loro salvezza? Una loro amica, che ha avvertito su Twitter le forze dell'ordine dopo averli ritrovati. «Sono vivi» aveva scritto. Al momento il bilancio delle vittime della tragedia delle Gole del Raganello, in Calabria, è fermo a 10 persone morte. Purtroppo nella scorsa notte uno dei feriti è deceduto nell'ospedale di Cosenza, a seguito di un trauma toracico. Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa, però, assieme al prefetto di Cosenza Paola Galeone, al termine della riunione del Comitato per l'ordine pubblico che si è svolta nel municipio di Civita, rassicura: «Al novantanove virgola nove per cento non ci sono più dispersi tra le persone coinvolte dalla piena. Le ricerche comunque proseguiranno ancora per un giorno». È stato intanto aperto dalla Procura della Repubblica di Sastrovillari un fascicolo contro ignoti, con l'ipotesi di reati di omicidio colposo, lesioni colpose, inondazione e omissione d'atti d'ufficio. Lo riferisce il procuratore Eugenio Facciolla, aggiungendo: «Il primo pensiero è salvare più gente possibile e poi identificare le vittime. Nel pomeriggio valuteremo». I corpi, comunque, presentano i traumi tipici del trascinamento in acqua.


A Castrovillari è giunto anche il ministro dell'ambiente Sergio Costa che, andando in visita dei feriti in ospedale, ha scritto su Facebook: «Ho voluto fortemente essere qui, accanto a queste persone sofferenti, per far sentire anche alle loro famiglie la vicinanza non solo mia ma di tutto il governo». Il ministro si è poi recato anche a Civita: «Il Paese Italia si è stancato di piangere i morti», ha detto, «io sono venuto qui proprio per capire chi doveva fare cosa e magari non lo ha fatto». Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso tutto il suo cordoglio in un messaggio: «Tutto il nostro Paese prova grande tristezza per questa nuova tragedia che ha provocato tanti morti e feriti nel Parco del Pollino. Esprimo la più grande solidarietà ai familiari delle vittime e ai feriti e ringrazio gli uomini del soccorso che hanno operato e stanno tuttora operando, con la consueta abnegazione, in condizioni difficili».


Le prime testimonianze dei soccorritori sono drammatiche. Una bimba di otto anni, tra le persone tratte in salvo, è stata trovata vicino a un cadavere. Racconta il dirigente medico dell'elisoccorso regionale Calabria Pasquale Gagliardi, che ha soccorso la bambina: «Era semicosciente ma in evidente stato di choc». Un altro soccorritore, medico del 118, riporta invece: «Siamo stati tra i primi ad arrivare e ci siamo subito occupati delle persone ferite. Quello che posso dire è che si è trattato di un episodio di inaudita violenza. Dai racconti dei sopravvissuti, tutti in forte stato di shock, si è subito delineata la gravità di quanto accaduto. La piena è stata «un vero e proprio tsunami», secondo il parere di Giacomo Zanfei, vicepresidente del Soccorso alpino Calabria.


di Alessio La Greca

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