Casaleggio-Di Battista, il senatore del M5s Dessì: «C’è spazio per una nuova proposta politica»


Suppletive: «Lasceremo gli elettori liberi di scegliere, ma è interessante la campagna di Palamara»


Emanuele Dessì, senatore romano del M5s, in un’intervista esclusiva a Spraynews, sull’ultimo confronto tra Casaleggio e Di Battista, guarda con favore a una nuova proposta politica. Sulle suppletive romane, invece, pur lasciando agli elettori la libertà di scegliere, guarda con interesse alla campagna social zero e tra la gente portata avanti dal candidato civico Luca Palamara.


La Raggi può ancora vincere nella capitale?


«Indipendentemente dai sondaggi e dagli ipotetici punti di distanza che ci sono tra i candidati, ritengo che la proposta del sindaco uscente, sia a livello programmatico che umano, sia all’altezza della situazione. A decidere, poi, saranno i romani. E’ assurdo, però, pensare che non sia in grado di giocarsela con i competitors più qualificati come Michetti e Gualtieri. A mio parere, è una lotta a tre per andare al ballottaggio».


Per quale ragione, allora, i sondaggi continuano a darla per sfavorita?


«C’è stata, negli ultimi anni, una narrazione molto di parte rispetto al suo operato, che si sta trascinando durante la sua campagna elettorale. Al contrario, sono certo che gran parte della città ha capito lo sforzo effettuato dalla Raggi e dai suoi assessori durante il mandato, soprattutto sul piano della sistemazione dei conti pubblici e dell’etica politica. E’ stato messo da parte quel sistema che storicamente nella capitale aveva impedito la partecipazione popolare a vantaggio di pochi».


Una riconferma per la Raggi potrebbe cambiare gli equilibri interni al Movimento?


«Stiamo parlando di un qualcosa che sta attraversando una fase di profondo cambiamento. Non si può non tener conto che il sindaco di Roma è stata la donna più votata tra gli attivisti del M5s. E’ stata una persona che è stata sempre molto ascoltata e valorizzata all’interno di questa forza, fin dalla sua prima candidatura a consigliere e poi a sindaco. Sono certo, pertanto, che subito dopo le elezioni, non si tirerà indietro a dare un contributo per mutare in meglio una realtà che si sta adeguando ai tempi».


Cambierà qualcosa se vince o perde le amministrative?


«Assolutamente no! Anche se ci saranno eventuali passi falsi, non cambierà nulla. La capacità delle persone resta sempre la stessa, così come il loro essere punto di riferimento nell’attirare consenso. Diciamo che le amministrative non sono come i cento metri una gara unica. Esiste un ragionamento in atto più ampio, che va oltre la semplice competizione».


Argomento di discussione è l’incontro tra Casaleggio e Di Battista. Può nascere un Movimento alternativo a quello di Conte?


«Stiamo parlando di due amici che hanno sempre lavorato insieme e non vedo nulla di male se si continuano a confrontare su temi di attualità. Ci sono grandi spazi nella politica attuale. Ci sono centinaia di migliaia di persone in cerca una forza in cui ritrovarsi. Fin troppi sono gli indecisi. Se qualcuno, quindi, è in grado di portare avanti un’ulteriore proposta politica ben venga. Verrà valutata nei fatti».


L’ex premier Conte, intanto, blinda l’accordo col Pd, qualsiasi sia il risultato delle amministrative. E’ d’accordo?


«Da quando abbiamo lasciato la sfortunata esperienza di governo con la Lega, siamo sempre andati in questa direzione. Sono d’accordo, pertanto, con Conte, pur considerando che ci sono delle tappe perché questo percorso non sia freddo. Oltre alla convergenza politica sui temi, è indispensabile anche quella umana, con le persone».


A Roma, oltre che per le comunali, si vota pure per le suppletive. La sorprende che il Movimento non sia riuscito a presentare una propria candidatura?


«I motivi non li conosco bene, non avendo fatte parte del coordinamento che se ne è occupato. Probabilmente non c’è stato nessuno che avesse così tanta voglia di competere in quella zona, ragione che poi ha fatto venire meno una spinta in tal senso. Non è, comunque, un problema».


L’assenza dei 5 Stelle potrebbe far convergere quel consenso su Palamara, l’unico candidato senza simboli?


«Non lo so. Decideranno gli elettori, che da parte nostra devono avere come sempre libertà di scelta».


Una campagna vecchio stampo, senza social e tra la gente, però, è molto simile a quelle del primo Movimento…


«Guarderò con molto interesse al risultato di Palamara, pur da osservatore esterno. Diciamo che è stimolante dal punto di vista sociologico».


L’ex togato potrebbe essere in futuro un interlocutore per il Movimento 2.0?


«In politica il dialogo è obbligatorio con chiunque. Lo abbiamo sempre fatto. Non a caso abbiamo governato con forze lontanissime dai nostri ideali pur di fare gli interessi del Paese. Il ruolo e il tipo di lavoro che svolgiamo, ci costringe ad ascoltare tutte le posizioni, nessuna esclusa».


Di Edoardo Sirignano

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