Caso Desirée: convalidato il fermo per i primi tre stupratori

Caso Desirée: convalidato il fermo per i primi tre stupratori

Oggi a Recina Coeli i primi interrogatori per i tre fermati responsabili dell’omicidio di Desirée, la 16enne trovata morta nello stabile abbandonato a San Lorenzo. Si tratta di due senegalesi di 27 e 43 anni, e un cittadino nigeriano di 46, accusati di omicidio, violenza sessuale e detenzione di stupefacenti. Stessi reati contestati anche al quarto fermato, un cittadino ghanese fermato ieri a Foggia.


Per i pm si tratta di predatori senza scrupoli che si sono accaniti su una giovane indifesa, in una vicenda che ha portato alla morte orribile della giovane Desi. Il tutto consumato nel degrado di uno stabile abbandonato a Roma.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti sono stati in quattro ad avventarsi su di lei violentandola a turno per ore, mentre era priva di conoscenza. Ogni tanto veniva risvegliata con dell’acqua in faccia, per poi richiudere gli occhi in un incubo senza fine. Non si esclude che possa esserci stato anche un quinto uomo.


Intanto questa mattina si sono svolti nel carcere di Regina Coeli gli interrogatori di convalida e garanzia per i tre fermati, e proprio poco fa è stato convalidato il fermo. Ad occuparsene il gip Maria Paola Tomaselli. Gli stupratori sono tutti accusati di omicidio, violenza sessuale, e detenzione di stupefacenti. Il quarto uomo, di origine del Ghana, è stato fermato proprio ieri in provincia di Foggia con 11 chilogrammi di droga mentre si preparava alla fuga all’estero. La polizia però è riuscita a fermarlo nella periferia di Manfredonia, seguendo la pista delle baraccopoli abusive che circondano il centro dei richiedenti asilo politico. Il 32enne aveva pensato bene di tagliarsi i capelli per evitare di farsi riconoscere, ma grazie al cellulare è stato catturato. L’uomo aveva un permesso di soggiorno per aiuti umanitari, ma scaduto a Gennaio dal 2014.


Nel frattempo continua la questione della sicurezza, tra una destra che vede la ruspa come soluzione a tutto, e un sinistra che parla di accoglienza e integrazione senza però grandi risultati.


Di Ilaria Proietti Mercuri

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