Caso Uva, i giudici: «Assolti perché nessun nesso causale tra la morte e la condotta degli agenti»

Caso Uva, i giudici: «Assolti perché nessun nesso causale tra la morte e la condotta degli agenti»



Assolti perché «non si può individuare con assoluta certezza» che cosa abbia scatenato lo stress che, insieme ad altre concause, avrebbe provocato la morte di Giuseppe Uva, già affetto da una grave patologia cardiaca, di cui né lo stesso operaio né gli imputati erano a conoscenza. Non si può dunque sostenere la sussistenza del «nesso causale» tra le condotte degli imputati e la morte dell'operaio. È per questo motivo che i giudici della prima sezione della Corte d'Assise d'Appello di Milano hanno assolto i due carabinieri e sei poliziotti coinvolti nel decesso di Giuseppe Uva.


I giudici, che hanno confermato le assoluzioni già decise in primo grado dal Tribunale di Varese, nelle motivazioni della sentenza scrivono inoltre che «non si può sostenere che se i carabinieri avessero lasciato perdere Giuseppe Uva quella sera e fatto finta di non accorgersi della strada bloccata, questi non sarebbe ugualmente morto». Secondo la Corte, prima della tragica fine il quarantatrenne si era «volontariamente posto in una condizione di elevato rischio, assumendo smodate quantità di alcol» e che «se si parla di stress, occorre tenere conto di altri fattori quali la contenzione sanitaria, il Tso, il ricovero ospedaliero».

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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