Ceuta, 800 immigrati clandestini assaltano il confine ed entrano in Spagna

Ceuta, 800 immigrati clandestini assaltano il confine ed entrano in Spagna


L’Europa, un’eterna Lampedusa. Ovunque ci sia un confine, c’è un prevaricamento, nell’era del villaggio globale. Un superamento. Che sia culturale, legato all’abbattimento dei limiti entro cui vive la tradizione e l’identità di un popolo, i muri che delimitano una casa, che sia geografico, nella colla dei trattati internazionali, sempre meno importante.

La Spagna è in emergenza.

Cadice sembra Lampedusa, secondo il parere del sindaco, Jose' Ignacio Landaluce : «Dobbiamo definire azioni per le persone che arrivano sulle nostre coste per non diventare la nuova Lampedusa del Mediterraneo occidentale». Cadice rischia il collasso. Ma i migranti continuano ad arrivare e a mettere a dura prova il sistema di accoglienza della provincia spagnola, in Andalusia. Una striscia di terra circondata dal mare, come la nostra Italia. Ora legata a noi, anche dallo stesso destino della “pacifica invasione”. La macchina dell’accoglienza, nella zona, inizia ad andare in tilt dopo l’ultimo sbarco di ben 1300 persone in tre giorni, specie ad Algeciras.


Ma le difficoltà di queste ore, non si limitano a Cadice.


In questa situazione di grande emergenza in Spagna, si trova anche Ceuta, città autonoma spagnola situata nel Nordafrica e circondata dal Marocco, protagonista, suo malgrado, di uno dei più grandi assalti al confine dei tempi recenti. Intorno alle 7 di mattina, 800 immigrati senza documenti hanno saltato la barriera di confine che separa Ceuta dal Marocco. Un muro di rete alto ben sette metri. Gli agenti sono intervenuti sia in Marocco, dove sono state arrestate centinaia di persone, sia in territorio spagnolo, dove le postazioni della Guardia Civil sono riuscite a respingere sul suolo straniero solo un certo numero di migranti. L'assalto è iniziato nell'area di confine vicino a Finca Berrocal, dove è più facile raggiungere il perimetro a causa di aree cieche non coperte dalla sorveglianza delle telecamere. «Un colpo fatto con una grande violenza», così ha commentato un portavoce della Guardia Civil spagnola, descrivendo lo scontro che ha lasciato sul campo ben 132 immigrati e 22 agenti feriti. La “battaglia” di Ceuta ha visto anche l’intervento di volontari della Croce Rossa che hanno assistito alcuni profughi con delle fratture provocate dallo scavalcamento delle alte reti. Mentre quattro agenti, sui più di venti feriti, sono stati ricoverati in ospedale.

Integrazione: con le carezze e l’empatia, o con la forza. Questo è lo scenario che, ormai da troppo tempo, abbiamo davanti agli occhi. Di un tempo sciocco che soffre a targhe alterne.


E.R.

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