Chicago: poliziotto spara e uccide, la folla gli si scaglia contro
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Chicago: poliziotto spara e uccide, la folla gli si scaglia contro



La polizia spara. È polemica. Un’infinita polemica negli Usa. Questa volta accade a Chicago, nel South Side. Gli agenti fermano un uomo «che mostrava le caratteristiche di una persona armata». Con quest’ultimo nasce una colluttazione che sfocia nel dramma. Un poliziotto fa fuoco, ferisce l’uomo, che morirà poco dopo in ospedale.

La vittima aveva circa trent’anni. Sul posto è stata trovata un’arma ma non è chiaro se quest’ultimo, al momento dell’uccisione, fosse armato o meno. A rivelarlo il portavoce della polizia di Chicago, Anthony Guglielmi.

Appena diffusa la notizia, si è scatenata una rivolta popolare nel quartiere, che ha coinvolto un centinaio di persone, e che ha portato a dei feroci scontri con le forze dell’ordine. Il bilancio è di quattro manifestanti arrestati e alcuni poliziotti feriti.

Negli States non si è mai fermata l’indignazione verso la violenza della polizia, talvolta ritenuta eccessiva e gratuita. Solo negli ultimi mesi, altri due casi. A Sacramento, un giovane afroamericano ventiduenne viene ucciso da due agenti che hanno sparato 20 proiettili contro di lui, e a Oklahoma City, quando dei poliziotti fanno fuoco su un 35enne non udente, uccidendolo, perché non deponeva un tubo metallico che gli agenti gli urlavano di gettare. Proprio a Chicago, nel 2015, l’omicidio di un afroamericano di diciassette anni da parte della polizia, provocò proteste inferocite dei cittadini.


E.R.

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