Cicchitto a 'Il Tempo': Draghi unica possibilità del Paese per fare le riforme e scegliere l'Ue

La nomina di Letta a segretario Pd eviti di destabilizzare il solo governo possibile




“Purtroppo ancora le questioni più specificatamente politiche continuano ad essere strettamente intrecciate con le vicende riguardanti la pandemia. Allora a questo proposito facciamo una premessa. Del precedente governo salviamo i mesi che vanno da marzo a giugno, quelli per intenderci del lockdown e i due mesi immediatamente successivi. Prima (gennaio e febbraio 2020) e dopo (da luglio 2020 a gennaio 2021) riteniamo che il governo Conte è stato un autentico disastro. Non è che in quei mesi, però, il centrodestra nel suo complesso ha brillato. 0 meglio, aveva brillato Berlusconi per serietà, senso dello Stato, rapporto con l'Europa. Invece Salvini aveva cavalcato l'aperturismo più smaccato mentre in Lombardia Fontana e Gallera combinavano tutti gli errori possibili e i numeri di allora e di oggi lo provano. Quindi Renzi ha svolto una sorta di ruolo di servizio pubblico alla nazione facendo cadere il Conte II. Parliamoci chiaro con brutalità: i 100.000 morti di oggi derivano sia dalla imprevedibilità del virus con le sue varianti, sia da una catena di errori che noi e altre nazioni abbiamo commesso. Non tutti, però, perché esistono paesi nei quali il virus c'è stato, ma non c' stata questa catena di errori per cui i morti sono stati molto meno (Giappone, Corea del Sud, Taiwan, Singapore, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Australia, Nuova Zelanda). Allora bene Renzi che ci ha liberati dal governo Conte- Casalino-Zingaretti-Bettini, benissimo pere) Mattarella che una volta avvenuta la crisi non ha dato retta a quella parte del PD che voleva comunque un terzo incarico a Conte, ha tagliato la testa al toro e ha dato l'incarico a Draghi, cioè all'unico tecnico-politico di statura internazionale che ha l'Italia, dando vita anche a un governo di salute pubblica. Una volta però che abbiamo il governo Draghi auspicabile che non si cominci subito a contestarlo e attirarlo per la giacchetta, cosi Salvini deve rassegnarsi alla scelta per l'Europa che gli stata richiesta dal Nord produttivo e che quindi non si agiti tanto in modo scomposto per la formazione nel parlamento europeo di gruppi parlamentari di estrema destra e tanto meno riprenda a insistere con le aperture avendo per di più la Lombardia, il Piemonte, in parte anche il Veneto (e anche molte altre Regioni) nelle condizioni messe in evidenza dai numeri quotidiani in materia di contagiati, di terapie intensive, di morti e di giovani colpiti. Salvini si accontenti del fatto che Giorgetti e Garavaglia fanno bene i ministri e che per di più la crisi del PD gli stia anche offrendo uno spazio politico immeritato. Qui veniamo però all'altro aspetto della situazione. Perché Draghi possa portare avanti la sua linea chiaramente riformista e europeista non c'è alcun bisogno che alla inevitabile crisi dei grillini (i cui esiti sono imprevedibili: non sappiamo cosa ha in testa il duo Conte-Casalino) si aggiunga anche la guerra civile all'interno del PD. Ora, è evidente che una parte del PD (Bettini, Zingaretti, Orlando, Provenzano, Fabrizio Barca) ha creduto di riconvertire il governo Conte in una aggregazione di nuova sinistra nella quale i barbari rinsaviti, cioè i grillini, portavano una nuova linfa vitale alla estenuata eredità storica del post-comunismo. Addirittura da quelle parti, vedi il documento della associazione Libertà e Giustizia, guidata da Sandra Bonsanti, a proposito del governo Draghi si parla di un colpo di stato autoritario. Auguriamoci che le improvvise e non totalmente immotivate dimissioni di Zingaretti servano a elaborare e riassorbire questo lutto. Allora la segreteria di Enrico Letta può servire a restituire equilibrio al PD, a rivitalizzare la cultura di governo non molto estesa di quel partito e a fargli svolgere un ruolo positivo nel governo. Sappiamo bene che i problemi strategici del PD sono molto profondi e sono stati benissimo descritti da Paolo Mieli in un articolo dell'altro ieri sul Corriere della Sera e in un'intervista sul Riformista. Nell'immediato comunque ci auguriamo che la nomina di Enrico Letta a segretario serva a evitare il peggio, cioè a destabilizzare l'unico governo possibile che deve fare i conti con tre questioni che fanno tremare le vene dei polsi: la vaccinazione di tutto il popolo italiano che è l'unico modo per ridurre al minimo il virus, il contrasto in termini positivi alla recessione, la riforma del paese attraverso i progetti e fondi del Recovery Plan.”

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