Cicchitto: “Sui migranti no a sovranismo muscolare”
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Cicchitto: “Sui migranti no a sovranismo muscolare”


“La cosa più sbagliata che può fare l'Italia è quella di oscillare fra Trump e Putin rompendo con l'Europa. Senza l'Europa i singoli Stati ultrasovranisti contano quanto il due di briscola, i dazi di Trump ci possono fare molto male e nessuno può dimenticare che le sanzioni alla Russia furono fatte per mandare a Putin il segnale che doveva bloccare la sua aggressività dopo che aveva conquistato militarmente la Crimea".


Sono queste le considerazioni conclusive dell’intervento dell'ex deputato Fabrizio Cicchitto in occasione del convegno “Dal contratto giallo-verde ai rischi per l’economia” organizzato da Rel, la Fondazione da lui presieduta, e dedicato all’analisi delle posizioni italiane sul panorama geopolitico internazionale.


"Per di più Putin continua la sua pressione militare sull'Ucraina ed è sotto gli occhi di tutti l'azione destabilizzante che sta conducendo in Europa. Il richiamo dell'ambasciatore Razov a Pratica di Mare riguarda un'altra fase, quando la Russia era molto debole e lavorò per reinserirsi nel grande gioco internazionale. Adesso siamo in una fase totalmente diversa" ha aggiunto Cicchitto.


In uno dei passaggi chiave Cicchitto ha infine voluto dedicare un richiamo ai temi di stretta cronaca: "Passare da un estremo all'altro è sbagliato: prima un’accettazione totale in nome del solidarismo cristiano, adesso il blocco dei porti in nome del sovranismo muscolare. A me ha sempre convinto di più la terza via di Minniti”.


Il già ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, portando il proprio contributo al convegno si è invece soffermato sugli aspetti economici più di breve termine: “Il banco di prova del governo M5S- Lega è la legge finanziaria" ha chiosato. “Lega e Movimento 5 Stelle alzeranno il target del rapporto deficit/Pil rispetto ai vincoli imposti”, ha detto Calenda,"il che inevitabilmente porterà l'Italia in procedura di infrazione". Inoltre per Calenda "non può reggere un governo che ha un impianto così e dall'altro lato ha un ministro dell'Economia che dice di continuare sul sentiero stretto del governo precedente, facendo un lavoro di responsabilità. Questo sarà il casus belli per andare a votare”.


"Di Maio”, ha precisato l’ex ministro dello sviluppo economico, “ sta andando in totale parallelo con Raggi e vedo una similitudine totale con il tavolo Roma. Se non hai mai un confronto vero con la realtà e ti consideri superiore antropologicamente a chi incontri, metti giù una serie di cose e quello che ti succede è un continuo spostamento dalla realtà organizzativa". "Ci sono cose”, ha aggiunto Calenda, “che non si possono rimandare come Ilva e Alitalia dove l'investitore deve restare o andare via".


Calenda ha infine dedicato una battuta al commento del caso della nave Ong in viaggio verso la Spagna ricordando che “quello che sta succedendo con la nave Aquarius è stato uno spot elettorale che non ha nulla a che vedere con la politica seria messa in atto dal ministro Minniti. Detto questo, la Francia non ci può impartire nessuna lezione in materia, è l'ultima che può parlare" ha concluso.



Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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