Cinema e parità di genere: 1 ruolo su 3 è rosa, Italia meglio di altri
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Cinema e parità di genere: 1 ruolo su 3 è rosa, Italia meglio di altri

Cinema e musica nel mondo parlano ancora fortemente al maschile: solo un ruolo ogni tre (33,7%) racconta il mondo in rosa e solo l'8,15% di cantanti è donna.


L'Italia però fa meglio di altri.


Sono i risultati della prima ricerca realizzata dal NuovoImaie, l'Istituto per la tutela degli Artisti Interpreti ed Esecutori, che ha indagato la situazione, analizzando le opere registrate dal '39 al 2017 in 84 paesi per l'audiovisivo e quelle dal '47 in 116 paesi per la musica.


In entrambi i casi i numeri fanno riflettere. Per il cinema (63.235 opere e 315.617 ruoli) la fotografia è di un'industria ancora lontana dalla parità di genere e che anzi recita, progetta, pensa, scrive, produce al maschile, relegando le donne a un ruolo secondario. In tutto, le parti maschili sono 480.060 (64,97%) a fronte delle 258.790 femminili (35,03%). Un divario che cresce considerando solo i ruoli da protagonista: le donne sono il 37,30%, gli uomini il 62,70%.


La buona notizia per Italia è che qui la forbice è meno accentuata: 121.573 ruoli femminili (38,52%) contro i 194.044 (61,48%) maschili con una differenza, nel caso del ruolo da protagonisti, di 39,98% e 60%. Una forbice alta (22,96%), ma comunque inferiore ai Paesi Bassi (maglia nera con +48,16% a vantaggio maschile), Stati Uniti già al centro delle polemiche nell'ultimo anno (+45%), ma anche Regno Unito (+39,82%), l'insospettabile Francia (+36,32%), Russia (+35,44%). La Spagna è l'unica ad avvicinarsi ai livelli dell'Italia con +25,16%.


''Per gli uomini siamo più interessanti da giovani", commenta l'attrice Margherita Buy, "invece la storia di una donna è bella anche dopo una certa età. Fortunatamente io sto continuando a lavorare, ma sento una certa difficoltà intorno a me. E' doloroso, soprattutto se penso alle tante battaglie combattute in America. Speriamo ci siano sempre più sceneggiatrici donne e che vogliano raccontare qualcosa in più di noi''.



Non va meglio nella musica, dove le donne quasi non esistono: su 765.789 registrazioni musicali e 2.820.898 ruoli, dal '47 a oggi il 91,85% degli interpreti è maschile. Nel Regno Unito si supera il 94% e anche USA, Francia, Germania, Russia, Paesi Bassi sono sopra il 90%. L'Italia, su 1,5 milioni di registrazioni conta solo l'8,77% di donne.


La discriminazione poi non guarda solo il sesso, ma anche l'età, con le occasioni di lavoro che scendono vertiginosamente con l'avanzare degli anni.




Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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