Conto alla rovescia per l’avvio dell’ecotassa sulle auto

Conto alla rovescia per l’avvio dell’ecotassa sulle auto



I concessionari stanno cercando di parare il colpo inferto al settore auto dalla legge di bilancio. In attesa dell’avvio dell’ecotassa sui veicoli di maggiori cilindrata e più inquinanti, i rivenditori stanno applicando offerte e sconti mai visti. Non solo. Per sfuggire all’imposta che scatta dal primo marzo, hanno trovato l’escamotage di immatricolare entro febbraio, alla propria azienda le auto per sottrarle alla mega imposta per poi venderle con la formula del vantaggioso km zero. Tutto per dribblare l’ecotassa (cin durata fino al 31 dicembre 2021) e incentivare all’acquisto in un mercato che da tempo è in flessione. Vediamo come funziona l’imposta, quali sono le vetture interessate, tenendo presente che la legge di bilancio ha introdotto anche un bonus per incentivare la diffusione delle elettriche e ibride.


L’ecotassa scatta per le auto con con emissioni superiori a 160 g/km di CO2. Sotto questa soglia, invece, si è esentati. L’imposta ammonta a 1.100 euro per le vetture che emettono da 161 a 175 g/km di CO2; a 1.600 euro per quelle che emettono da 176 a 199 g/km di CO2; 2.000 euro da 201 a 250 g/km di CO2; 2.500 euro per le vetture che emettono più di 250 g/km di CO2. Quindi per evitare spiacevoli sorprese, è necessario controllare nel contratto di acquisto il dato relativo alla CO2 o comunque lo scaglione di ecotassa in cui rientra l’auto.

Moto e motorini sono esentati dall’imposta. Anzi possono usufruire di un bonus pari al 30% del prezzo, fino a un massimo di 3mila euro) ma devono avere alcune caratteristiche: alimentazione elettrica o ibrida; potenza fino a 11 kiloWatt; contemporanea rottamazione di un veicolo della stessa categoria che abbia classe ambientale compresa fra Euro 0 ed Euro 2. Il settore quindi si riduce notevolmente.


Vediamo ora chi ha diritto al bonus. Chi compra un’auto con emissioni inferiori a 70g/km, ha diritto ad un contributo che può arrivare fino a 6mila euro. L’ammontare dell’incentivo è pari a 1500 euro per auto con emissioni comprese tra 21 e 70g Co2/km. La rottamazione della vecchia auto dà diritto ad un ulteriore sconto di 1000 euro. Dagli incentivi sono esclusi i modelli più costosi, quelli oltre i 50.000 euro IVA esclusa (cioè 61.000 euro) anche se sono elettriche. Sono inoltre escluse dal bonus le auto a gpl e metano, così come le vetture Mild Hybrid, ovvero quelle auto che hanno un piccolo motore elettrico affiancato ad un motore termico. Rientrano invece nel contributo le così dette ibride plug-in. Il problema principale è che le auto elettriche e quelle ibride sono ancora molto costose e le colonnine per la ricarica non sono diffuse capillarmente sul territorio. Ecco qualche esempio. Una Volkswagen e-Up elettrica costa ad esempio 27.850 euro, ma si tratta di una piccola utilitaria ideale per la città. Per una Smart ForTwo Electric Drive ci vogliono più di 23mila euro, mentre una Renault Zoe ne costa 22.550. Chi ha bisogno di un’auto più spaziosa potrà orientarsi sulla Nissan Leaf o su una Yundai Ioniq Electric, il cui costo sale oltre i 37mila euro.

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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