Coppia gay contro divieto a fecondazione assistita, parola alla Consulta
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Coppia gay contro divieto a fecondazione assistita, parola alla Consulta


Il Tribunale di Pordenone ha accolto, tramite il giudice Maria Paola Costa, la richiesta di una coppia di donne omosessuali di sollevare, di fronte alla Consulta, la questione della legittimità costituzionale delle norme che vietano l’accesso alla procreazione assistita alle coppie gay. Le due donne si erano viste rifiutare l’accesso alle tecniche di fecondazione artificiale nell’Azienda Sanitaria 5 di Pordenone ed ora sulla legge dovrà pronunciarsi la Corte Costituzionale. La normativa prevede il divieto di concepimento in provetta sia alle coppie gay che ai single. L’obiettivo della coppia è di far dichiarare l’incostituzionalità del divieto. Il giudice ha ritenuto rilevante la questione posta dall’avvocato della coppia, rilevando un possibile contrasto del diniego con alcuni articoli della Costituzione relativi sia ai diritti degli individui ed alla loro uguaglianza innanzi alla legge, che alla discriminazione. “Sarà ora la Corte Costituzionale”, ha commentato l’avvocato della coppia Maria Antonia Pili, "a pronunciarsi su tale discriminazione basata esclusivamente sull’orientamento sessuale delle persone, ormai intollerabile anche nel nostro paese dati i precedenti sia legislativi sia giurisprudenziali intervenuti in tale ambito”.

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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