Coronavirus, scalpore in aula per le parole della novax Cunial: 'scientismo dogmatico vera epidemia'

Nuova bagarre in aula alla Camera. Dopo le pesanti parole del deputato leghista Alessandro Pagano, che ieri ha definito la volontaria Silvia Romano una "neo-terrorista", è l'ex grillina Sara Cunial a finire nel mirino delle polemiche per un intervento 'scomposto' rivolto secondo Pd, Iv e FI al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il quale sarebbe - a loro avviso - contestabile il reato di vilipendio. "Hobbes ci diceva che il potere assoluto non nasce con un'imposizione dall'alto, ma dalla scelta di individui che si sentono più protetti rinunciando e concedendo la propria libertà ad un terzo - dice la parlamentare rivolgendosi all'aula - In virtù di questo, voi proseguite, anestetizzando le menti a base di mass media comprati, amuchina e Pnl, con parole come 'regime', 'consentire' e 'permettere', fino al punto di permettervi, proprio, di normare anche i nostri legami e i sentimenti e certificare i nostri affetti".

La teoria di Cunial, già no vax, è chiara: "Il vero obiettivo è il controllo totale, il dominio assoluto sugli esseri umani ridotti a cavie e schiavi violandone sovranità e libero arbitrio. Il tutto tramite i vostri inganni travestiti da compromessi politici", attacca. Poi l'affondo: "Mentre voi stracciate il Codice di Norimberga con Tso, multe, deportazioni, riconoscimento facciale ed intimidazioni avallate dallo scientismo dogmatico - protetto dal nostro 'pluripresidente' della Repubblica che è la vera epidemia culturale di questo Paese, noi fuori con i cittadini moltiplicheremo i fuochi di resistenza in modo tale che vi sia impossibile reprimerci tutti", scandisce. Le proteste che si levano dagli scranni sono bipartisan. "Questo è un Parlamento libero, dove ciascuno ha diritto di esprimere le proprie opinioni e ognuno è tenuto a rispettarle; se non le condivide a sua volta ha la libertà di manifestare il proprio pensiero. Basta con questo atteggiamento", ammonisce il presidente di turno Fabio Rampelli, ricevendo gli applausi dei deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier e Fratelli d'Italia. Non la pensa così l'azzurro Fabio Rampelli che per primo parla di possibile vilipendio. Fanno altrettanto Pd e Iv e Rampelli corregge il tiro. Gli uffici di Montecitorio, spiega, ascolteranno lo sbobinato per verificare á"il presumibile vilipendio al Capo dello Stato". "Stiamo cercando di capire se l'epiteto di "virus" fosse indirizzato al Presidente del Consiglio, la qualcosa sarebbe magari altrettanto sconveniente, ma non incorrerebbe in un reato, oppure se fosse indirizzato al Capo dello Stato, nel qual caso diciamo che la deputata farebbe bene a scusarsi e comunque si trova esattamente nella fattispecie citata del reato di vilipendio al Capo dello Stato e quindi conseguentemente ne avrà tutte le problematiche del caso", sottolinea. Poco dopo la stessa Cunial precisa:"Quando nella mia dichiarazione di voto parlo del "pluripresidente" ovviamente non mi riferisco al Presidente Mattarella, al suo primo mandato, ma a Giorgio Napolitano, "pluripresidente" per l'appunto. Forse ad alcuni colleghi è sfuggito il fatto che non sia più in carica. Se no non si spiega né l'attacco nei miei confronti né l'atteggiamento ossequioso e ubbidiente che continuano ad avere nei suoi", si legge in una nota, e ribadendo di sottoscrivere "ogni singola parola" del suo intervento. "E' chiaro - sottolinea- che parlando di 'vera epidemia del nostro Paese' mi riferissi allo scentismo dogmatico e non al 'pluripresidente'.

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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