Cortese, Difesa: Nostri militari Sì, ma a loro rischio e pericolo

Cortese, Difesa: Nostri militari Sì, ma a loro rischio e pericolo


Un tribunale della Repubblica ha stabilito recentemente che il militare è sempre responsabile di danni arrecati a terzi, anche se penalmente e disciplinatamente innocente facendo quindi ricadere, come diretta ed inevitabile conseguenza, la responsabilità dello Stato sul singolo militare, non riconoscendo che quest’ultimo agisce per nome e conto della nazione. Sono d’accordo con il sindacato Cocer Difesa:“l’operatore in uniforme non è un semplice cittadino, non agisce per interessi personali o finalità di lucro, ma in esclusivo e supremo interesse del Popolo Italiano e delle sue Istituzioni democratiche”. Nei presunti danni eventuali arrecati a terzi solo per aver fatto il proprio dovere non c’è elemento né doloso né colposo e considerare il contrario significa ammettere che i nostri militari all’estero ci sono a loro rischio e pericolo. Lo Stato non può esprime neutralità in questo senso, vanno colmate tutte le lacune del caso. Qui è necessario definire delle regolamentazioni riguardo alla tipologia e livello di lavoro svolto dalle Forze Armate per mezzo del quale dipende la Sicurezza del Paese. Così Antonella Cortese, Vice presidente dell'Osservatorio nazionale dei diritti e della salute dei militari e forze dell'ordine

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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