Daniele Capezzone: “L’Italia è pronta ad avere una premier donna”


Di Cristina de Palma


Daniele Capezzone è commentatore politico per il quotidiano La Verità e per i programmi di informazione delle reti Mediaset. Per le edizioni Piemme, ha appena pubblicato “Bomba a orologeria – L’autunno rovente della politica italiana”. Sempre per Piemme, ha pubblicato nel 2020 “Likecrazia - Lo show della politica in tempo di pace e di Coronavirus”, e nel 2021 “Per una nuova destra - Antitasse, pro libertà, dalla parte dei dimenticati dalla sinistra”.

Il 13 settembre scorso è uscito il tuo nuovo libro “Bomba a orologeria”.

Hai scelto un titolo alquanto pungente e che non lascia spazio all'immaginazione…

In troppi fanno finta di non vedere, di non sentire, di non capire. C’è una tempesta che è già arrivata nelle case degli italiani, e ancora di più nelle imprese. Rischiamo di assistere in un fazzoletto di settimane a una raffica di chiusure, a una vera e propria desertificazione del tessuto produttivo italiano, eppure siamo qui a sentirci consigliare di fare la lavatrice a pieno carico. O pensano che siamo scemi oppure hanno un serio problema con la realtà.

Daniele, in questo libro racconti che tra crisi energetica, guerra e rincari, sta salendo una nuova rabbia. Pensi che questa rabbia sarà portata nelle piazze?

Credo di più a una rabbia muta, senza sbocchi, fatta di capannoni chiusi, di imprese bloccate, di fallimenti inevitabili. Ma sta anche ai media raccontare questi rischi prima che si materializzino, anziché assecondare l’agenda di palazzo…

Quali devono essere le misure che il prossimo governo dovrà avere come priorità per tranquillizzare quella che chiami la "galassia ribellista e arrabbiata"?

Non si tratta tanto di “tranquillizzare” qualcuno, ma di dare a tutti l’idea di un governo autorevole e collegato con la realtà. Serve – inutile girarci intorno – una potente iniezione di liquidità: ci sarà un motivo se la premier britannica Liz Truss ha annunciato un piano da 150 miliardi di sterline, cioè 170 miliardi di euro... Serve anche (nel libro avanzo una proposta precisa) un’iniziativa coraggiosa su debito pubblico e tasse. E serve ovviamente una svolta energetica, tramutando in altrettanti sì i troppi no che hanno bloccato il paese in questi anni.

Meloni è data per favorita, pensi che l’Italia sia pronta per un premier donna?

Ma certo, non ho alcun dubbio al riguardo.


Nei sondaggi, Il centrodestra è più vincente che mai, ma Calenda/Renzi e soprattutto Conte non stanno a guardare. Pensi che avremo delle sorprese alle urne il prossimo 25 settembre?

Guarderei alla percentuale degli astenuti, e anche al risultato dei grillini che, complice il reddito di cittadinanza, pur restando abissalmente lontani dai risultati del 2018, prenderanno una percentuale ben superiore alle loro stesse aspettative. Senza merito, ovviamente.

La pandemia ha stremato sistemi economici e ridotto in povertà milioni di persone. Questo potrebbe incidere sul voto del 25 settembre, poiché le persone ormai si sentono abbandonate dalle istituzioni e soprattutto dai loro leader politici…

Eh sì. Pezzi sempre più ampi di società, comprensibilmente, percepiscono la “politica” come un rumore di fondo. Qualcosa di cacofonico che non incide: e se incide, lo fa in direzione dannosa. Non me ne compiaccio affatto, anzi: ma questa mi pare la situazione.

Il fattore astensionismo fa paura…pensi che gli italiani stanno rimpiangendo Draghi?

Non penso che sia il giudizio sul governo uscente a determinare il disincanto. Semmai anche i governi tecnici (da quello di Monti del 2011) hanno contribuito a accentuare la disillusione degli italiani: hanno fallito sia le formule politiche sia quelle di paternalismo tecnocratico. Ora ritocca alla politica (e ciò è sempre un bene, in democrazia): speriamo che il nuovo esecutivo dia buona prova.

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