Decreto Sicurezza, domani alla Camera verso la fiducia


È il provvedimento bandiera della Lega, contiene tutte le promesse elettorali fatte dai palchi di tutta Italia da Matteo Salvini, che non lascia scampo agli alleati pentastellati. I grillini, con l'ormai famosa lettera dei 18 deputati, chiedevano la protezione speciale di alcune categorie di migranti sugli Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, e di introdurre restrizioni sulla vendita dei beni confiscati. Alcuni hanno anche presentato emendamenti in merito, ma poi li hanno ritirati: merito delle pressioni leghiste, con Salvini a minacciare velatamente. «O il decreto diventa legge entro il 3 dicembre o abbiamo perso mesi di lavoro inutilmente. C'è stato un incidente di percorso con il voto segreto, che io abolirei perché sarebbe giusto che gli italiani sappiano come i loro parlamentari votano».

Via anche tutti gli emendamenti del Pd, con i Dem che hanno abbandonato i lavori della commissione Affari Costituzionali e Emanuele Fiano a spiegare: «Non c'è spazio per un dibattito democratico, è già tutto deciso, inutile perdere tempo». E l'ex Roberto Speranza, ora in Leu, a leggere passi dell'Inferno della Divina Commedia «per spiegare come verrà trasformata la vita degli stranieri nel nostro Paese in futuro, in un inferno appunto».

Il muro eretto da Salvini però regge, e porta alla Camera dei Deputati, conquistando il record di primo provvedimento del governo Conte che verrà licenziato con una doppia fiducia, nei due rami del Parlamento. Già, perché si dà ormai per scontata l'apposizione della questione di fiducia dopo la discussione generale a Montecitorio, quindi entro martedì.

Approvato all'unanimità dal Consiglio dei ministri lo scorso 24 settembre, il decreto modifica la normativa in materia di accoglienza dei profughi, abolendo il permesso umanitario. Introduce nuove misure sulla cittadinanza e la permanenza nei centri di prima accoglienza. Dà una stretta alle leggi antiterrorismo estendendo il Daspo sportivo anche ai sospetti terroristi. Toglie la cittadinanza italiana in caso di condanna definitiva per terrorismo. E concede maggiori poteri ai Comuni. Per quanto riguarda il sistema Sprar, e' stato notevolmente ridimensionato.

Il primo via libera da parte del Senato, lo scorso 7 novembre, non è stato affatto scontato fino all'ultimo, tanto da costringere l'esecutivo a porre la fiducia su un maxiemendamento interamente sostitutivo del testo originario, introducendo anche alcune novità, ad esempio sulla videosorveglianza, gli sgomberi degli immobili occupati abusivamente, il Fondo per la sicurezza urbana, l'utilizzo dei droni. Il procuratore antimafia userà la polizia penitenziaria per raccogliere informazioni nelle carceri.

La vigilia del voto a palazzo Madama è stata accompagnata dai malumori interni ai 5 stelle e le conseguenti tensioni tra Luigi Di Maio e Salvini. Una partita che si e' spesso intrecciata con il provvedimento bandiera dei pentastellati, il cosiddetto "spazzacorrotti", al cui interno i 5 stelle hanno voluto con forza inserire la riforma della prescrizione, bloccata dopo il giudizio di primo grado. Mossa non gradita alla Lega, ma infine accettata dopo un vertice a palazzo Chigi e dietro garanzia dell'ok blindato al decreto Sicurezza. Proprio la presa di posizione di cinque dissidenti del M5S- che poi non hanno votato la fiducia - e i numeri della maggioranza sul filo, hanno costretto il governo a serrare le fila.


di Paolo dal Dosso

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