Delivery della droga a Roma, con 'call center' e 'pony express' 

Delivery della droga a Roma, con 'call center' e 'pony express' 

Aggiornato il: giu 19


Messa da parte l'emergenza Covid, tutte le attività ripartono, anche quelle illecite. La pandemia è stata un duro colpo per l'economia del paese e quando parliamo di economia c'è qualcuno che la fa girare a modo suo, illecitamente. A Roma un fiorente spaccio di sostanze stupefacenti è  stato scoperto dalla Guardia di Finanza a San Basilio. Paolo Pirino, che ricordiamo, coinvolto nell'omicidio di Luca Sacchi, era tra coloro che gestivano un 'call center' della droga che si avvaleva poi di 'corrieri' per consegnare la merce ai clienti. L'ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice delle indagini preliminari del locale Tribunale, ha riguardato 7 giovani cittadini italiani (3 in carcere e 4 ai domiciliari), accusati di aver costituito appunto un vero e proprio 'call center' della cocaina, a cui si rivolgevano centinaia di persone per ricevere, a domicilio, le dosi di stupefacente. Una sorta di delivery, proprio come tante attività  di ristoro che si sono dovute organizzare durante il lockdown, per loro invece era routine anche prima del Covid. Superando il concetto della 'piazza di spaccio', i fratelli Manolo (classe '98) e Samuel Billocci (classe '01) e Paolo Pirino (classe '98, attualmente detenuto in relazione al procedimento penale per l'omicidio di Luca Sacchi) avevano ideato un meccanismo - come definito dal gip - "estremamente efficace, sia nell'ottica di facilitare la domanda che di ridurre i tempi e i passaggi al fine di soddisfarla, ma anche di minimizzare i rischi".



I Finanzieri del Gico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno accertato che la base operativa stazionava nel quartiere di San Basilio, un vero e proprio 'centralino', attivo tutti i giorni dalle 14 alle 2 di notte per l'acquisizione di ordini telefonici di cocaina, di cui poi curavano la consegna in tutta Roma tramite 'pony express' reclutati, in prevalenza, tra i clienti in difficoltà' economiche. L'organizzazione era in grado di soddisfare, senza soluzione di continuità', dalle 30 alle 50 cessioni quotidiane nei giorni feriali, per arrivare anche a 80 nei giorni festivi e prefestivi. Il guadagno medio era di circa 15.000 euro a settimana. Per minimizzare i rischi, il 'corriere' portava con se' una o poche dosi da recapitare e tornava più' volte a rifornirsi per le successive consegne. Al pari di tutte le imprese, al termine del periodo di lockdown, il 'call center di San Basilio' aveva inviato il seguente sms promozionale, proprio come una vera azienda pronta al rilancio, per comunicare la ripresa delle attività': "Ciao bello\a sono Lele di San Basilio siamo stati fermi x un po' a causa del covid19 comunque da domani alle 14 fino alle 2 di notte risaremo attivi con amichetti a 30 e (mani o tmax a 230) disponibili a raggiungerti dove sei siamo tornati al top top chiamami un abbraccio Lele". Un collaudato meccanismo di spaccio, tra messaggi in codice e pony express, riuscivano a raggiungere quasi ogni angolo di Roma, bastava un messaggio, una telefonata e dopo poco arrivava il corriere. Un duro colpo per la criminalità organizzata dedita allo spaccio di stupefacenti  messo a segno dalla Guardia di Finanza.


Giacomo Piccolo

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