Destini incrociati tra Sicilia e Marche dall’omicidio di Marianna Manduca alla tragedia di Corinaldo

Dopo la sentenza d’Appello si attende la Cassazione, intanto Carmelo Cali si dichiara arrabbiato con chi non fa rispettare le Leggi

Il padre adottivo dei figli della cugina assassinata non ha dubbi e sulla tragedia di Corinaldo se la prende con i tanti che hanno responsabilità.


Di Cristiano Arni


E’ inverosimile: quando il fato ci si mette sa tessere in maniera molto fitta le sue trame.

Così il giorno dopo le commemorazioni del terribile incidente dello sorso anno alla Lanterna Azzurra a Corinaldo, costato la vita a sei persone per mano di qualche “delinquente”, e dopo l’incredibile concatenazione di fatti, abbiamo raggiunto telefonicamente Carmelo Cali con il quale abbiamo conversato lungamente sulle circostanze della tragedia.

Carmelo ci racconta di quella terribile notte, e dei giorni a seguire che non furono certo migliori; si dichiara al telefono di Spraynews senza mezzi termini “Io sono arrabbiatissimo con uno Stato che non c’è”, dicendosi sfiduciato dalla “Magistratura, perché è una casta” .

“In Italia le Leggi ci sono ma non sono fatte rispettare, come mai?” tuona l’uomo.

Due dei suoi figli, ricordiamo che l’uomo è il cugino di Marianna Manduca, brutalmente assassinata a coltellate dal marito, Saverio Nolfo a Palagonia in provincia di Caltanisetta, si erano recati al “concerto” del loro cantante preferito: Sfera Ebbasta.

Da qui in poi prende avvio, con Carmelo Cali, una conversazione telefonica intensa e densa di spunti di riflessioni in merito ai due fatti di cronaca, occorsi uno dall’altro a distanza di 12 anni.

Sembra paradossale che due dei tre figli della donna, assassinata in Sicilia e adottati dalla coppia di Senigallia, si trovassero al momento della tragedia, che Carmelo definisce senza mezzi termini “Un atto criminale, non una bravata”, all’interno del locale di Corinaldo proprio quando venne spruzzato lo spray al peperoncino che seminò il panico tra le 1400 persone stipate in un luogo che ne poteva contenere non più di 450, “Anche qui, dov’è la Giustizia? Perché la Legge c’è, ma allora perché non viene applicata?”, come dargli torto.

Carmelo non si capacita come sia possibile far soldi tanto biecamente “Perché si tratta brutalmente solo di questo: far soldi sulla pelle degli altri”; in questo caso non comprende come possibile speculare su dei ragazzi che, come sostiene Cali “Hanno il sacrosanto diritto di divertirsi”.

In fondo siamo stati tutti giovani e abbiamo attraversato tutti le nostre fasi, più o meno di ribellione, ma Cali non accetta quando sente affermare che la responsabilità è di chi frequenta certi luoghi, “Come se divertirsi a la loro età sia una colpa o un peccato; non sarebbe invece il caso di preoccuparsi di fare le cose in regola!”

E così non si può non pensare al corso della Giustizia, il papà adottivo di due dei tre ragazzi, usciti incolumi dalla Lanterna Azzurra, lo dice a chiare lettere “E’ un sistema che ha qualcosa che non va, un sistema malato che si scaglia contro di chi ha bisogno”, già, un sistema giudiziario che sta mostrando, a questa famiglia già duramente provata dalla prima grande tragedia, il lato più duro di se stessa, perché: chi o cosa regge in piedi un sistema che non tutela le donne né i minori? Perché le Leggi ci sono (si legga Codice Rosso) ma non vengono applicate? Come mai nonostante 12 denunce non si è fatto nulla per tutelare la cugina di Carmelo? Perché Manduca è stata lasciata sola? Perché parlare di concerto quando doveva essere un Dj- Set con Sfera Ebbasta?

Sono tanti i quesiti di queste due tragiche vicende e Carmelo Cali; tra i tanti dubbi conserva anche alcune certezze: una famiglia molto unita che sta combattendo insieme un incontro il cui primo round è stato loro sfavorevole, “In Appello la sentenza ha dichiarato che bisogna restituire quanto ricevuto e anche di più con gli interessi”. L’uomo- dichiara a Spray News- che “Bisogna sbattere contro lo Stato, le Istituzioni che non tutela nessuno; io ci credo, sono ottimista di natura, nonostante tutto sembri giocare a sfavore. E’ assurdo ma siamo senza garanzie; l’Italia è il Paese con più Leggi e normative, ma nessuna di queste viene fatta rispettare, guardate la Lanterna Azzurra”.

Cali non ha dubbi invece sui responsabili delle due tragedie: il marito della cugina assassinata, ma anche quanti hanno lasciato l’uomo libero di continuare ad agire, nonostante le dodici denunce, e prosegue “Ma io da subito avevo immaginato come sarebbe andata a finire, perché aspettare tanto? Perché permettere di ucciderla e non applicare le giuste misure precauzionali? Mia cugina è stata la sciata sola due volte: dal vuoto che le è stato creato intorno per colpa del marito e da chi non è intervenuto. Sono scuse inaccettabili quelle che sono state dette in merito al fatto si pensasse a una normale lite famigliare.”

E ancora, suoi responsabili di Corinaldo, non se la sente di prendersela con l’artista seppure “Non lo conosco, non l’ho mai ascoltato, non ce l’ho con lui per quello che fa, ognuno è libero nei limiti del possibile, di far ciò che crede senza provocare danni a nessuno. Non critico Sfera Ebbasta per il suo lavoro, ma non comprendo come sia stato possibile che uno che fa tre Dj-Set a sera non si sia pronunciato in merito o non abbia, quanto meno, denunciato a parole chi ha organizzato quella serata. Insomma non poteva non essere consapevole di quello che stava accadendo, quindi pur non reputandolo responsabile in prima persona è per lo meno strano come si sia comportato rispetto alla situazione, vuol dire che qualcuno dietro che non gli deve aver riferito come stavano realmente le cose.”

Carmelo Cali non accetta che sia sempre qualcuno senza colpa a dover pagare per le responsabilità di chi invece specula biecamente a danno di innocenti “Son tutte chiacchiere, importa solo dei soldi, sono i soldi che interessano sta gente qua.”

Prima di salutarci Carmelo conferma che non getterò la spugna e attenderà la sentenza della Cassazione, pur dicendosi pronto a tutto confida in chi sta compiendo le indagini e in quanti ha avuto fortuna di incontrare in questo anno “C’è tanta brava gente, onesta, desiderosa di cambiare le cose, che ci sta dando una mano” e poi ci parla della Associazione che ha fondato con la quale tiene corsi nelle scuole “I giovani non è vero che sono lontani da ciò che li circonda, sono molto vicini e partecipi delle situazioni. Attraverso questi corsi, attivati insieme a tanti professionisti di alto profilo, portiamo il nostro messaggio alle nuove generazioni, fornendo loro gli strumenti giusti per denunciare appena notano qualcosa di anomalo, fosse una compagna che si comporta in maniera strana, che cambia atteggiamento, o anche se si assiste ad atti di violenza fisica o verbale, mettendoli in grado di intuire, cercare di capire se è il caso di denunciare immediatamente.”

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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