Di Maio tuona sul taglio pensioni d'oro: «È nel contratto, se qualcuno è contro lo dica chiaramente»

Di Maio tuona sul taglio pensioni d'oro: «È nel contratto, se qualcuno è contro lo dica chiaramente»



Agisce in anticipo l'inquilino del Mise e vicepremier Luigi Di Maio. Stronca sul nascere ogni possibile ambiguità in merito agli obiettivi comuni alle due aree del governo, stilati nel Contratto con gli italiani. Non fa eccezione, tra questi, il provvedimento tanto caro alla giustizia grillina per il taglio delle pensioni d'oro, corrispondenti a tutti quegli assegni al di sopra dei 4mila euro versati dallo Stato a persone che non hanno versato i corrispettivi contributi. Un'azione sbandierata a lungo già in campagna elettorale e primo punto messo in moto dal giovane governo, che ha trovato, almeno apparentemente, qualche resistenza in più del previsto proprio tra quelli che invece dovrebbero sostenerlo a spada tratta e che, di questo governo, fanno parte. Si spiega così allora il monito lanciato dal capo politico dei 5Stelle, idealmente contro ignoti, ma nella realtà indirizzato al consigliere di Salvini, Alberto Brambilla, scettico in merito al da farsi sulla questione pensioni.


«Non voglio entrare in uno scontro con chi chiede di rallentare sui tagli alle pensioni: ma nel contratto di governo abbiamo scritto che vogliamo tagliare le pensioni d'oro: se qualcuno vuol dire che il contratto non si deve attuare lo dica chiaramente, altrimenti si va avanti». Una richiesta di chiarezza, o un'astuta mossa per far uscire allo scoperto qualche tentativo di macchinazione dietro le quinte che non è stato digerito in casa pentastellata? Il dubbio persiste, mentre un altro leghista, il presidente della Commissione bilancio Claudio Borghi, ha tentato di spegnere sul nascere un fuocherello che si sa, con i climi di oggi e le ventate che non ti aspetti, poteva avvampare subito come incendio: «Non mi risulta ci sia nessuno contrario a taglio delle pensioni da 5mila euro, come previsto dal contratto di governo».


Mentre passano i giorni e il governo ha raggiunto il primo, basilare, obiettivo di superare indenne l'estate, si affaccia la stagione più calda, dal punto di vista politico, dell'autunno, in cui tanti nodi ancora in fase di scioglimento, giungeranno inesorabilmente al pettine e si avrà una chiara visione sui dubbi che ancora permangono e che forse, proprio in queste ore, attanagliano gli stessi protagonisti della vicenda governativa. Dall'indagine dei Magistrati genovesi sui fondi della Lega a quella a carico del leader del Carroccio ad Agrigento, dalla poca chiarezza, per non dire confusione, dei grillini sulle grandi opere e sulla ricostruzione del ponte Morandi nel capoluogo ligure, passando per i provvedimenti su lavoro e contrasto della povertà: la resa dei conti è vicina, vedremo chi e come la spunterà.

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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