Diego Sozzani (Fi): «Indagheremo su nomina e doppio emolumento del presidente di Fs Castelli»

Aggiornato il: 19 ago 2018



Mentre è cronaca di questi giorni la votazione in Aula degli emendamenti al primo, discusso provvedimento del neo governo sul tema del lavoro, il Decreto Dignità, che potrebbe lasciare a casa migliaia di persone che non vedranno rinnovato il proprio contratto a termine, nelle alte sfere dirigenziali della Pubblica Amministrazione, tra nomine fittizie, quanto meno per la procedura che le ha portate in essere e compensi decisamente fuori dal mercato, l'asse governativo del cambiamento sembrerebbe essersi ancorato sullo scoglio antico dei privilegi ad appannaggio di pochi eletti. Mentre le votazioni in Parlamento e i responsi della Commissione di Vigilanza Rai tengono banco e infittiscono le pagine dei quotidiani, dalle parti di Ferrovie dello Stato si consuma un giallo a tinte "gialloverdi". Quello della nomina a presidente delle ferrovie italiane di Gianluigi Castelli e del suo eufemisticamente lauto compenso da consulente con incarico nella direzione centrale dell'azienda, a cui sembrerebbe andarsi a sommare anche quello da massimo dirigente, è un mistero tutto italiano, in deroga alla legge Madia in quanto Castelli è già pensionato e quindi fuori dai canoni per esercitare questo doppio ruolo in una società pubblica.


A porre con fermezza il quesito ci ha pensato il Capogruppo di Forza Italia in Commissione Trasporti alla Camera Diego Sozzani, che ha palesato le sue perplessità sulla vicenda e richiesto un chiarimento al ministro referente Danilo Toninelli oltre che il parere tecnico dell'Anac.


Onorevole, secondo lei perché il Cda di Ferrovie dello Stato non si è pronunciato su una questione così palesemente oscura?


«A mio modo di vedere stanno cercando una soluzione, un modo per cumulare il doppio emolumento. Già il fatto che il presidente di Fs fosse in pensione e abbia ricevuto un mandato di consulenza nella direzione centrale con una retribuzione di 500mila euro è un qualcosa di non ammissibile in Italia»


Quali sono le sue perplessità in merito all'incarico di consulenza che Castelli ha ottenuto da Fs?


«Innanzitutto bisogna capire perché sia stato nominato un consulente già in pensionamento e soprattutto quali sono stati i criteri nella scelta. Sugli incarichi che superino i 40mila euro la legge è chiara, c'è la necessità di un bando per le selezioni. Resta da capire perché sia stata nominata questa persona e cosa giustifichi un emolumento così alto»


Per quanto riguarda la nomina a presidente di Fs, ritiene che la figura di Castelli fosse compatibile coi requisiti necessari?


«Per prima cosa mi chiedo come un consulente di una società possa esserne anche presidente e come si possa pensare di poter cumulare un doppio stipendio che porterebbe Castelli a percepire circa 800mila euro. Secondo la legge Madia un pensionato non può nemmeno avere incarichi di basso profilo all'interno di società pubbliche, figurarsi quindi diventare presidente delle Ferrovie dello Stato»


Dinnanzi all'Anac presenterete la problematica legata all'iter di assunzione o quella riferita all'emolumento cumulativo del neo presidente Castelli?


«All'Anac riporteremo entrambe le questioni. Bisogna capire se Fs possa assumere consulenti per via diretta e quindi senza bando e quali siano stati i criteri di applicazione della legge Madia in questa vicenda»


Secondo lei quale sarebbe dunque la condotta ottimale da condurre per Castelli?


«Ammesso che possa fare il presidente, dovrebbe immediatamente dimettersi dal ruolo di consulente, a meno che le regole per le Ferrovie dello Stato non siano diverse»


Voi come Forza Italia proseguirete in questa "battaglia" di trasparenza?


«Certamente. È un'iniziativa partita dal sottoscritto che ovviamente coinvolge tutto il Gruppo alla Camera. Come presidente della Commissione Trasporti mi batterò per far luce su un evento simile. Se le regole valgono devono valere per tutti»


Nella nota che ha emanato questa mattina richiedeva un intervento del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, cosa si aspetta?


«Mi auguro che ci venga dimostrato come, già quando Castelli è stato scelto per il ruolo di consulenza, ci sia stato un bando e l'iter di legge sia stato rispettato. Vorremmo inoltre capire quali sono le sue capacità e competenze professionali per un ruolo simile e di così alto profilo o se le Ferrovie dello Stato lavorano in arbitraria deroga alle leggi, con assunzioni esclusivamente in rapporto fiduciario e fuori da qualsiasi ordine e grado della normativa pubblica»


Parlando di tempistiche, quando si avranno ulteriori dettagli sulla vicenda?


«Considerando il mese di agosto in cui tutto sarà bloccato, realisticamente credo che si avrà un pronunciamento per settembre. Ora solleveremo il caso nelle opportune sedi, sia parlamentari che nell'Anac e ci auguriamo che la risposta sia il più celere possibile vista la delicatezza del ruolo che Fs ricopre»



di Alessandro Leproux

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