Dieselgate, arrestato l'ad di Audi Rupert Stadler
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Dieselgate, arrestato l'ad di Audi Rupert Stadler




Duro colpo della Magistratura all’Audi. Stamattina è stato arrestato in Germania Rupert Stadler, l’amministratore delegato della casa automobilistica tedesca, di proprietà del gruppo Volkswagen. L’arresto del numero uno di Audi è avvenuto nell’ambito dell'indagine sullo scandalo dei motori diesel, il “Dieselgate”, scoppiato nel 2015. Il pm di Monaco di Baviera, a fine maggio, aveva accusato Stadler e un altro membro del comitato esecutivo di Audi di frode, per aver truccato i dati sulle emissioni di Co2.


Stamattina, il magistrato ha firmato la custodia cautelare in carcere per l’amministratore delegato in quanto ritiene che vi sia un elevato rischio di occultamento delle prove. La scorsa settimana presso l'abitazione del manager erano state effettuate perquisizioni, al fine di trovare nuovi elementi utili all’inchiesta. Il gruppo automobilistico, infatti, è sotto indagine da quasi tre anni sia da parte della Procura di Monaco di Baviera che dalle autorità di diversi paesi, che vogliono dimostrare la frode nei test sulle emissioni e la pubblicità ingannevole nei confronti dei consumatori. La scorsa settimana Volkswagen, di cui il marchio Audi fa parte, ha accettato di pagare, riconoscendo la propria responsabilità, la sanzione di 1 miliardo di euro decisa dalla Procura di Stato di Braunschweig. Ma i guai giudiziari del gruppo, come ricorda Bloomberg, sono maggiori e coinvolgono non solo la Germania, ma altri 55 paesi che indagano pure per la manipolazione del mercato azionario. Complessivamente il gruppo ha dovuto accantonare 27 miliardi di euro per fare fronte a sanzioni, riacquisto azioni e costi, mentre gli investitori la accusano di aver informato il mercato troppo tardi dell’inchiesta.


Nel confermare l'arresto Audi non ha voluto rilasciare commenti ma ha ricordato che anche per il manager Stadler esiste la presunzione di innocenza. Questi sviluppi giungono dopo che a inizio giugno l'Agenzia federale responsabile dei trasporti stradali, la Kba aveva ordinato il richiamo di 60mila tra Audi A6 e A7 dopo aver riscontrato pure nel loro caso software che erano in grado di distorcere i livelli di emissioni. I filoni di indagine da parte di diverse procure, insomma, spaziano da frode a manipolazione delle quotazioni in Borsa a pubblicità ingannevole e oltre al marchio Audi sfiorano anche Porsche, sempre nella galassia Volkswagen, e Daimler Mercedes. L'indagine coinvolge inoltre l'ex numero uno di Volkswagenw, Martin Winterkorn, il suo successore sostituito a sua volta di recente, Martin Mueller, e l'attuale presidente del Consiglio di vigilanza, Hans Dieter Poetsch, e presidente del Cda, Herbert Diess.

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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