Dopo la grande paura, parla Niccolò Bettarini, il figlio della Ventura accoltellato a Milano
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Dopo la grande paura, parla Niccolò Bettarini, il figlio della Ventura accoltellato a Milano


Niccolò Bettarini, figlio di Stefano e Simona Ventura aggredito e accoltellato domenica scorsa all'esterno di una discoteca milanese, è riuscito a salvarsi per "l'intervento di alcuni degli amici" e di uno in particolare.


Per questo non è morto a causa della "brutale aggressione”. Sono queste le conclusioni del gip di Milano Stefania Pepe nell'ordinanza di custodia in carcere per i quattro accusati di tentato omicidio. Davide Caddeo, che avrebbe sferrato secondo gli inquirenti i fendenti col coltello, Alessandro Ferzoco, difeso dall'avvocato Miko Perlino e gli albanesi Andi Arapi e Albano Jakei, difesi rispettivamente da Simona Uzzo e Daniele Barelli. Tutti e quattro hanno scelto finora di avvalersi della facoltà di non rispondere.


Secondo il gip gli aggressori hanno cercato di uccidere il giovane perché si erano "certamente" prefigurati che "gli atti posti in essere", ossia il pestaggio e soprattutto le coltellate, "avrebbero comunque potuto produrre conseguenze mortali", anche in considerazione della "loro superiorità numerica e della violenza della loro azione". Il giudice parla di "dolo alternativo", ossia del fatto che i fermati avevano previsto la possibilità che il giovane sarebbe potuto morire.


Cinque giorni dopo l'aggressione perpetrata fuori la discoteca Old Fashion di Milano che stava per costargli la vita, ha parlato anche il diretto interessato, Niccolò Bettarini.


Al ragazzo, che tentava di difendere i suoi amici all'interno di una rissa che sarebbe nata nel locale per poi sfociare fuori, ha subìto nove coltellate. Dopo esser stato trasportato al Niguarda di Milano in codice rosso, Niccolò è stato dichiarato subito fuori pericolo ed è stato dimesso ieri dall'istituto.


Ora, la sua verità, in una dichiarazione rilasciata ai microfoni di TgCom24: "L’aggressore mi ha dato alcuni buffetti sulla faccia cercando di provocarmi, io ho provato a respingerlo, ma mi sono trovato immediatamente in mezzo a più di dieci persone e non ho capito più nulla. Sono caduto a terra e quando Zoe è venuta a soccorrermi le è arrivato un calcio in faccia. Subito dopo sono scappati tutti".


Zoe, l’amica che ha cercato di aiutarlo, ha sentito come tutti le parole pronunciate dagli aggressori: “Sei il figlio di Bettarini, ora ti ammazziamo“.


Bettarini, tra l'altro, avrebbe tirato in mezzo altri sei ragazzi, tutt'ora a piede libero.

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