Dopo Spelacchio arriva "Spezzacchio" con la sponsorizzazione di Netflix

Dopo Spelacchio arriva "Spezzacchio" con la sponsorizzazione di Netflix


L'inizio è stato stentato, e la solita macchina del fango si è messa all'opera anzitempo per scatenare il pubblico ludibrio sul successore di Spelacchio. Sono infatti bastate pochi scatti durante il montaggio per paragonare l'albero di piazza Venezia, sponsorizzato dalla piattaforma Netflix per una cifra considerevole, 376 mila euro, a un fungo senza rami. Un inganno, perché proprio i rami erano stati smontati per favorirne il trasporto.

Alla fine, anche il nuovo albero ha trovato il suo posto, completo di ogni pertinenza, anche se deve ancora essere addobbato con oltre 500 pallette rosse, che avranno impresse le facce dei personaggi più noti dei vari serial; e oltre alle pallette 60 mila lucine, con decorazioni personalizzabili. Ma l'ironia dei romani non perdona, e ormai l'albero di piazza Venezia è già noto in tutto il mondo col soprannome di "Spezzacchio".

«Ladies and gentlemen, Spezzacchio is back in Roma», scriveva una settimana fa il sindaco della Capitale Virginia Raggi, avvisando che Spelacchio 2 ha un suo account che agli oltre 6 mila followers dice: «Signore e signori, vi faccio un regalo in anticipo. Sono tornato. E sono uno spettacolo».

Battute a più non posso su Twitter, sul profilo però di nome "Spezzacchio": da "Le frasi di Osho" dove un sindaco che a mani allargate avvisa tutti in romanesco: «Me pare chiaro che pe' vedello intero ve dovete abbona' a Netflix»; all'ironia di "capitanharlock": «Pure noi quando si va in macchina con gli amici per stare più comodi al più alto spezziamo le gambe, tanto gliele riattacchiamo quando arriviamo». "Nunchi" ha una spiegazione per lo strano aspetto a fungo: «Non è rotto, è a puntate». "Claudia" si chiede: «Ma lo hanno comprato all'Ikea?»

Battute a parte, innate nello spirito romanesco, è indubbio che quest'anno sarà molto diverso dal precedente, con il povero Spelacchio, abete rosso della Val di Fiemme trentina, commiserato per la povertà dei suoi rami. Inaugurazione ufficiale l'8 dicembre. Ne vedremo delle belle!


di Paolo dal Dosso

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