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Doppio passaporto per i sudtirolesi, s'infuoca lo scontro tra Italia e Austria


La Farnesina non ci sta. Il doppio passaporto per gli altoatesini è una provocazione che non si può accettare. La proposta nasce negli scorsi mesi da un disegno di legge presentato al parlamento austriaco che prevede l’intenzione di attribuire la doppia cittadinanza ai sudtirolesi, cittadini italiani, di lingua tedesca e ladina, poiché ricadenti, nello specifico, nella «funzione tutrice» dell’Austria, come previsto dalla Costituzione del Paese, in relazione agli abitanti della Provincia autonoma di Bolzano. Una doppia opzione che non è però contemplata dalla recente direttiva europea, come riporta Il Giornale, alla cui attuazione si rifaceva la proposta di Kurz: infatti, la norma introduce la protezione consolare dei cittadini Ue da parte di un altro Stato solo laddove i loro Paesi non abbiano rappresentanze. Già all’epoca dei fatti, l’allora ministro degli Esteri, Alfano, fece le sue rimostranze verso l’iniziativa, parlando di un provvedimento «assolutamente non conforme alle norme Ue in materia di cittadinanza europea e del tutto contrario al diritto internazionale, oltre a essere assolutamente non in linea con la collaborazione che dovrebbe esistere tra Paesi Ue». Oggi, questo antico (e giustificato) “astio”, si rinnova, con la decisione dell'Austria di velocizzare i tempi della concessione della doppia cittadinanza, del cosiddetto, doppio passaporto, ai cittadini italiani di lingua tedesca e ladina.

In principio fu un vertice, il 23 marzo scorso, tra i ministri degli Esteri e dell’Interno austriaci e i rappresentati politici della Provincia autonoma di Bolzano; un appuntamento boicottato per protesta da molti, tra cui i nostri partiti politici, Fdi, Cinque Stelle e Pd, sullo stesso piede di guerra, e, soprattutto, il nostro ambasciatore a Vienna, Sergio Barbanti. Poi un lungo silenzio di quattro mesi, e infine, in queste ore, la provocazione definitiva: entro il prossimo 7 settembre dovrebbe essere pronta la bozza di legge del governo austriaco. Sembra che il gruppo di lavoro che sta scrivendo la norma, abbia trovato la quadra normativa per condurre a termine l’operazione “doppio passaporto”. Ma non è possibile, per i transalpini, formalizzare un atto di forza unilaterale. Come sostenuto, infatti, anche dal giornale Innsbruck Tiroler Tageszeitung, la doppia cittadinanza potrà diventare realtà soltanto in caso di accordo con il governo italiano.

Resta comunque ancora da definire chi potrà farne richiesta e con quali diritti e doveri.

Nel lungo braccio di ferro, i partiti secessionisti tedeschi, specie la Sudtiroler Freiheit e l’Svp, sprizzano gioia da tutti i pori per il provvedimento, parlando di «progetto di punta su scala europea con diversi gruppi linguistici che potranno vivere assieme in tranquillità».

A cento anni esatti dalla Grande Guerra, i confini continuano ad essere un problema. Passerà, questa volta, lo "straniero"?


E.R.

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